A Rossano, il “borgo assistito” prende forma

CORIGLIANO ROSSANO- A Rossano, il “borgo assistito” prende forma: un progetto innovativo tra sociale, recupero urbano e sicurezza sismica.  Non è un semplice intervento edilizio, ma un vero e proprio modello sperimentale di rigenerazione urbana e inclusione sociale. Il progetto che ruota attorno al recupero del Palazzo Rapani-Amarelli, nel centro storico di Rossano, rappresenta una delle iniziative più significative messe in campo dal Comune di Corigliano-Rossano nell’ambito delle politiche di sviluppo sostenibile. Con la determinazione n. 77 del 30 marzo 2026, il Settore Lavori Pubblici ha compiuto un ulteriore passo avanti nell’iter amministrativo, procedendo alla nomina del collaudatore statico dell’opera. Un passaggio tecnico, ma fondamentale, che certifica l’avanzamento concreto di un progetto complesso e strategico.

Al centro dell’intervento c’è l’idea del cosiddetto “borgo assistito”: un modello abitativo innovativo pensato per rispondere alle esigenze delle fasce più fragili della popolazione, contrastando marginalità, disagio sociale e spopolamento dei centri storici. L’iniziativa prevede l’adeguamento sismico e la rifunzionalizzazione del Palazzo Rapani-Amarelli, che sarà destinato a servizi abitativi a supporto degli alloggi del rione San Martino. Non si tratta quindi solo di recuperare un immobile storico, ma di restituirgli una funzione sociale attiva, capace di generare inclusione e nuove dinamiche comunitarie. Il progetto si inserisce nella Strategia di Sviluppo Urbano Sostenibile della Regione Calabria e rientra tra gli interventi finanziati dal Piano di Sviluppo e Coesione per un importo complessivo di quasi un milione di euro.

L’obiettivo è duplice: da un lato recuperare e valorizzare il patrimonio edilizio esistente, dall’altro creare un sistema integrato di servizi che favorisca l’integrazione sociale, economica e persino professionale dei destinatari. In questa prospettiva, il “borgo assistito” non è solo un luogo fisico, ma un laboratorio sociale dove sperimentare nuove forme di abitare condiviso, con servizi di supporto e percorsi di accompagnamento per le persone in difficoltà. Accanto alla dimensione sociale, il progetto punta fortemente anche sulla sicurezza strutturale. L’adeguamento sismico dell’edificio rappresenta infatti un elemento centrale, soprattutto in un territorio ad alto rischio.

Proprio in quest’ottica si inserisce la nomina del collaudatore statico, individuato in una figura interna all’ente, l’architetto Maria Cristina Reale, che avrà il compito di verificare la conformità delle strutture alle normative tecniche vigenti. Il recupero del Palazzo Rapani-Amarelli si configura così come un tassello importante di una strategia più ampia che mira a rivitalizzare il centro storico di Rossano, contrastando il degrado e incentivando nuove forme di residenzialità. Un progetto che unisce urbanistica, sociale e innovazione, con l’ambizione di diventare un modello replicabile anche in altri contesti simili.

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