ACRI- Le recenti dimissioni e il conseguente rimpasto di giunta che hanno scosso l’amministrazione comunale di Acri aprono una profonda riflessione politica. A intervenire duramente sulla gestione della crisi è Rifondazione Comunista, attraverso una nota congiunta firmata dal segretario provinciale Gianmaria Milicchio e dal rappresentante locale Angelo Viteritti. Secondo gli esponenti del partito, l’attuale dibattito pubblico è specchio di una politica locale «sempre più concentrata sugli assetti di potere, sulle alleanze e sulle prospettive elettorali, mentre i problemi reali della comunità continuano a rimanere sullo sfondo».
La critica alla gestione della crisi
Il fulcro della critica non risiede tanto nelle dinamiche interne alla maggioranza, definite comunque ricche di «evidenti contraddizioni», quanto nella totale assenza di una discussione seria sulle reali priorità del territorio. «Da troppo tempo la politica locale sembra consumarsi nelle trattative tra gruppi dirigenti e nelle mediazioni tra notabili – si legge nel comunicato – anziché aprirsi al confronto con la cittadinanza, le associazioni, il mondo del lavoro, dell’agricoltura, della scuola e del volontariato».
Un affondo particolare viene rivolto a chi si è presentato agli elettori come alternativa progressista, oggi invitato a interrogarsi sul perché l’azione amministrativa venga percepita «come priva di una chiara identità politica, sorretta nel tempo da equilibri trasversali più che da un progetto coerente».
Le priorità per il territorio
Rifondazione Comunista traccia quindi un elenco delle vere emergenze di Acri, temi che dovrebbero occupare stabilmente l’agenda politica e che invece sembrano ignorati dai giochi di palazzo:
- Tutela ambientale: Contrasto fermo all’eolico selvaggio e alle logiche speculative che minacciano il paesaggio.
- Servizi essenziali: Battaglia per il rafforzamento della sanità pubblica, investimenti nei trasporti, ammodernamento delle infrastrutture e ripubblicizzazione dei servizi idrici.
- Sostegno sociale: Interventi mirati per l’agricoltura locale, le aree interne e le opportunità per i giovani, rimettendo al centro la giustizia sociale, il diritto al lavoro, la lotta alle disuguaglianze, l’antifascismo e l’antimafia sociale.
Lo sguardo verso il 2027
La nota contesta anche i posizionamenti precoci in vista delle elezioni amministrative del 2027. Secondo Milicchio e Viteritti, parlare già oggi di nuove candidature o alleanze trasversali è «un errore già visto» che punta a blindare gli assetti rinviando i contenuti.
Per Rifondazione Comunista la rotta va invertita radicalmente: «L’unità non è un valore in sé se serve soltanto a costruire coalizioni elettorali. Ha senso solo quando nasce attorno a una visione condivisa di società». Da qui la proposta di far partire il percorso dal basso, attraverso il coinvolgimento di lavoratori, giovani e movimenti civici. «Prima viene un programma costruito collettivamente – concludono gli esponenti della sinistra – solo dopo si possono discutere gli strumenti politici più adatti a realizzarlo. Acri ha bisogno di tornare a discutere del proprio futuro, non di vivere in una campagna elettorale permanente».


























