Al Polo Liceale di Rossano studenti in piazza contro la carenza idrica

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CORIGLIANO-ROSSANO – Emergenza idrica al Polo Liceale di Rossano, dove da oltre due mesi gli studenti sono costretti a seguire le lezioni senza acqua.
Questa mattina centinaia di ragazzi si sono radunati davanti al plesso di via De Florio per protestare contro una situazione ormai insostenibile: rubinetti a secco, bagni inutilizzabili e autobotti comunali che arrivano solo in tarda mattinata, spesso quando le lezioni sono già iniziate.

Il problema idrico va avanti da settimane e, nonostante le segnalazioni della scuola e gli interventi d’emergenza, la soluzione definitiva ancora non c’è. Le autobotti garantiscono un minimo rifornimento, ma l’acqua finisce presto. Così, a metà giornata, studenti e docenti restano senz’acqua fino alla chiusura delle lezioni.

La protesta, pacifica ma determinata, ha coinvolto rappresentanti di istituto e centinaia di studenti del liceo scientifico, linguistico e artistico, che chiedono alle istituzioni di affrontare la questione in modo strutturale.
Oltre alla carenza idrica, gli studenti segnalano anche un grave problema di viabilità nelle ore d’ingresso e di uscita: autobus in ritardo, traffico intenso e mancanza di sicurezza nei pressi della scuola.

La dirigenza scolastica ha confermato che la situazione è monitorata e che sono in corso contatti con Comune e Provincia, gli enti competenti per la manutenzione dell’edificio e delle condutture. Ma gli studenti non si accontentano più di promesse: chiedono tempi certi e interventi concreti.

Dietro la protesta c’è il malessere di una generazione che chiede diritto allo studio e condizioni dignitose. L’acqua non è un privilegio, ma un servizio essenziale che in una scuola, nel 2025, dovrebbe essere garantito ogni giorno.

L’emergenza idrica a Rossano, infatti, non riguarda solo le scuole: negli ultimi mesi diversi quartieri della città hanno subito interruzioni prolungate, a causa di una rete idrica comunale vecchia e di frequenti guasti alle condotte Sorical.
Il caso del liceo, dunque, diventa simbolo di un problema più ampio che tocca tutta la comunità.

Gli studenti annunciano di essere pronti a proseguire la mobilitazione se entro la prossima settimana non arriveranno risposte ufficiali. Chiedono rispetto, efficienza e responsabilità. E ricordano che la scuola, senza acqua, non può funzionare.

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