Albergo diffuso nei centri storici di Corigliano e Rossano: opportunità da 1,5 milioni, ma il bando solleva dubbi.

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CORIGLIANO ROSSANO– Dopo una lunga attesa durata anni, lo scorso 7 novembre il Comune di Corigliano-Rossano ha pubblicato il bando per il finanziamento degli alberghi diffusi nei due centri storici cittadini. Una misura attesa e potenzialmente strategica, che mette sul piatto complessivamente 1,5 milioni di euro, da ripartire tra Corigliano e Rossano, con l’obiettivo dichiarato di rilanciare i nuclei storici attraverso la valorizzazione dell’offerta ricettiva. Tuttavia, a poche settimane dalla pubblicazione, non mancano le perplessità sollevate da alcuni operatori del settore turistico-ricettivo, che segnalano presunte incongruenze normative e procedurali all’interno del bando, tali da mettere a rischio l’effettiva assegnazione dei fondi. Secondo quanto evidenziato da alcuni host attivi nei centri storici, il primo nodo critico riguarderebbe il quadro normativo di riferimento. Nel testo del bando, infatti, verrebbero sovrapposte due discipline regionali distinte: da un lato il Regolamento regionale n. 4 del 27 ottobre 2008, che regola specificamente l’albergo diffuso; dall’altro la Legge regionale n. 34 del 7 agosto 2018, che disciplina la ricettività extra-alberghiera, come bed & breakfast e affittacamere. Due ambiti diversi, che secondo gli operatori non dovrebbero essere confusi, poiché l’albergo diffuso è a tutti gli effetti una struttura alberghiera e non rientra nella categoria extra-alberghiera. Ulteriori perplessità emergono analizzando i soggetti potenzialmente beneficiari del finanziamento, individuati attraverso i codici Ateco. Accanto al codice coerente con l’attività alberghiera, figurerebbero infatti anche quelli relativi a b&b, affittacamere, agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche. Una scelta che, secondo le osservazioni avanzate, risulterebbe difficilmente conciliabile con quanto previsto dal Regolamento regionale del 2008, che all’articolo 8 subordina l’albergo diffuso al rilascio di una vera e propria autorizzazione alberghiera. Elementi problematici vengono segnalati anche tra i requisiti richiesti ai partecipanti. In particolare, il bando farebbe riferimento al conseguimento della valutazione “tre sorrisi”, prevista dalla normativa sulla ricettività extra-alberghiera. Un parametro che, sempre secondo gli operatori, non sarebbe applicabile agli alberghi diffusi, con il rischio concreto di rendere impossibile il rispetto delle condizioni da parte di eventuali beneficiari. Non meno rilevanti appaiono alcune osservazioni di carattere procedurale. In una prima fase, il bando indicava una scadenza fissata al 9 dicembre; il giorno successivo, 10 dicembre, è stata pubblicata una proroga dei termini fino al 16 dicembre. Una tempistica che ha sollevato interrogativi, poiché una proroga dovrebbe intervenire prima della scadenza originaria e non successivamente, configurando semmai una riapertura dei termini, procedura che richiederebbe motivazioni più stringenti e che potrebbe esporre l’ente a contestazioni. Alla luce di queste criticità, alcuni operatori riferiscono di aver inviato segnalazioni formali all’Agenzia Nazionale Anticorruzione, alla Corte dei Conti e agli organi comunali competenti, auspicando una revisione del bando per evitare il rischio concreto di perdere risorse che potrebbero invece rappresentare una leva fondamentale per la rinascita dei centri storici. Il tema dell’albergo diffuso resta centrale per il futuro turistico di Corigliano-Rossano. Proprio per questo, sottolineano gli addetti ai lavori, appare fondamentale intervenire tempestivamente per chiarire e correggere eventuali incongruenze, affinché un’occasione tanto attesa non si trasformi nell’ennesima opportunità mancata.

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