CASSANO ALL’IONIO – Un discorso sospeso tra l’emozione per la straordinaria risposta solidale della cittadinanza e la fermezza di chi esige risposte chiare su un disastro che, secondo le opposizioni, poteva essere evitato. Durante l’ultima assise civica del Comune di Cassano all’Ionio, il consigliere di minoranza Davide Papasso ha tracciato un bilancio durissimo della gestione dell’emergenza alluvione che ha messo in ginocchio il territorio.
L’intervento di Papasso è iniziato con un sentito ringraziamento alla comunità cassanese: «Siamo orgogliosi di far parte di un popolo capace di mostrare il suo lato migliore nei momenti di difficoltà», ha esordito il consigliere, citando volontari, forze dell’ordine, associazioni e imprenditori che non hanno esitato a lanciare una rete di soccorso immediata. «Mai dimenticheremo gli occhi di quegli eroi che nel buio si sono lanciati verso le famiglie bloccate nelle case. Abbiamo visto sguardi stanchi di spalare e di piangere, ma mai arresi».
Dall’omaggio ai soccorritori, il tono del consigliere si è fatto politico e incalzante, ponendo al Sindaco e all’assise una serie di interrogativi tecnici che pesano come macigni sulla gestione del rischio idrogeologico:
- I fondi stanziati: Perché gli argini non sono stati riparati nonostante i 300 milioni di euro previsti dal masterplan del 2017?
- Le idrovore: Perché delle quattro pompe posizionate sullo Stombi ne funzionava soltanto una?
- Diga di Tarsia: Cosa è successo realmente sull’invaso a monte del Coscile? Papasso ha evidenziato come le versioni rilasciate dalle istituzioni siano attualmente contrastanti.
- La manutenzione: Perché i canali di scolo non erano puliti o lo erano solo parzialmente? E cosa è successo ai lavori da 8 milioni di euro appaltati lo scorso novembre?
«La piena era inevitabile – ha incalzato Papasso – ma il crollo degli argini era prevenibile. Cassano deve allinearsi alla battaglia del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi: pretendiamo di sapere perché, dopo 18 anni, la gente ha dovuto fare di nuovo i conti con il fango».
Per rispondere all’emergenza sociale, il consigliere ha presentato proposte specifiche da inserire nel bilancio comunale. In primis, lo stanziamento immediato di almeno 100.000 euro per l’acquisto di beni di prima necessità (mobili ed elettrodomestici) per le famiglie con bambini, anziani o redditi bassi. In secondo luogo, la cancellazione dei tributi: Papasso chiede che le tasse comunali, a partire dal canone idrico, non vengano solo sospese ma completamente cancellate per tutto il 2026 per i nuclei colpiti. «Chiedere di pagare l’acqua in una situazione post-alluvionale sarebbe completamente fuori luogo».
«È il momento di essere forti e determinati – ha concluso Papasso rivolgendosi al Sindaco – sediamoci a un tavolo e troviamo il modo di aiutare davvero la nostra gente. È il tempo della giustizia, non dei colori politici».



























Inviaci un tuo commento