Alta Velocità in Calabria, l’affondo di Stasi: «Il Piano Regionale dice fesserie, terra tradita per il Ponte»

Corigliano Rossano sindaco Flavio Stasi
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CORIGLIANO-ROSSANO – Un attacco frontale, senza giri di parole. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, affida ai social un durissimo atto d’accusa contro il nuovo Piano Regionale dei Trasporti approvato dalla Giunta Occhiuto. Al centro della contesa c’è l’Alta Velocità ferroviaria, un’opera che, secondo il primo cittadino, sarebbe stata sacrificata sull’altare di scelte politiche romane e progetti “propagandistici”.

«Cancellati 10 miliardi per un’opera inutile»

Secondo Stasi, il documento regionale non sarebbe altro che una giustificazione postuma al silenzio della Regione davanti al taglio di 10 miliardi di euro di fondi complementari al PNRR. Risorse che i governi precedenti avevano stanziato per l’Alta Velocità calabrese e che, denuncia il sindaco, sarebbero state dirottate verso il Ponte sullo Stretto, definito «un’opera in questo momento totalmente inutile».

«È stato consentito a RFI di cancellare con un tratto di penna il nodo di Tarsia e il corridoio autostradale – incalza Stasi – e lo si è fatto senza la minima opposizione da parte del Governo regionale. Era un trucco per far sparire i soldi, perché Tarsia era l’unico progetto su cui erano già stati spesi milioni per la progettazione».

La sfida dei corridoi: «Tecnicamente una bugia»

Il cuore della critica tecnica riguarda la scelta del tracciato. Il Piano Regionale bollerebbe come “inefficiente” il corridoio centrale (autostradale) rispetto a quello tirrenico. Per Stasi, si tratta di “fesserie”:

  • Connessione Jonio-Tirreno: Il corridoio interno avrebbe unito la Calabria dove oggi è più spaccata, rendendo l’Alta Velocità accessibile a centinaia di migliaia di cittadini che oggi preferiscono l’auto o sono costretti a spostarsi in altre regioni per prendere un treno o un aereo.
  • Tempi di percorrenza: Il sindaco nega penalizzazioni per il sud della regione: «Si è calcolato che il corridoio centrale comporterebbe al massimo 7 minuti in più di viaggio, ma garantirebbe un bacino di utenza tale da rendere i servizi finalmente competitivi».

«Una terra da attraversare, non da collegare»

L’articolo si chiude con una riflessione amara sulla visione politica che sottende queste scelte infrastrutturali. Per Flavio Stasi esiste una differenza abissale tra chi vede la Calabria come un ostacolo geografico e chi la vede come una comunità.

«Per questi signori la Calabria non è una terra da collegare, ma una terra da attraversare nel modo più veloce ed economico possibile per arrivare in Sicilia. Io invece ritengo che la Calabria sia un territorio da unire e sviluppare, e l’Alta Velocità deve servire a questo».

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