Angeli del fango ai Laghi di Sibari: l’abbraccio solidale tra l’Ordine Costantiniano e la Protezione Civile

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CASSANO ALL’IONIO – Mentre l’acqua del Crati si ritira, resta la terra pesante, quel fango vischioso che tutto invade e tutto ferma. Ma ai Laghi di Sibari, teatro di una delle esondazioni più critiche degli ultimi giorni, il rumore delle idrovore è stato accompagnato da quello delle pale e dalla forza della solidarietà. In prima linea, in un intervento terminato solo nelle ultime ore, i volontari della sezione di Corigliano-Rossano dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, diretti dal referente Antonio Coiro.

Un lavoro di squadra contro l’emergenza

L’intervento non è stato solitario, ma un esempio di cooperazione civile e religiosa. I membri dell’Ordine hanno operato in stretta sinergia con i volontari della Protezione Civile “I Falchi”, associazione guidata dal presidente Antonio, un giovane di Spezzano che ha coordinato le operazioni sul campo.

Volontari al lavoro

«Abbiamo finito poco fa di pulire un paio di case ai Laghi di Sibari unitamente ai volontari della Protezione Civile» racconta con voce stanca ma carica di determinazione Antonio Coiro in una testimonianza diretta. Le immagini che arrivano dal cuore della cittadella nautica parlano da sole: volontari coperti di fango fino alle ginocchia, impegnati a liberare porticati e, soprattutto, gli interni delle abitazioni dove l’ondata di piena ha travolto mobili ed elettrodomestici.

Dalle cucine ai giardini: la battaglia contro il fango

Le operazioni si sono concentrate nel dare supporto immediato ai residenti più colpiti. Particolarmente emblematici sono stati gli interventi all’interno delle mura domestiche: i volontari hanno lavorato duramente per ripulire le cucine invase dai detriti e i pavimenti sommersi. Un lavoro sporco, faticoso, fatto di secchi e spazzoloni, fondamentale per permettere alle famiglie di rientrare nelle proprie case e riappropriarsi della normalità perduta sotto la forza del fiume.

Il valore della vicinanza

L’Ordine Costantiniano di San Giorgio, sotto la guida di Coiro, ha voluto testimoniare con i fatti la propria missione di assistenza e carità, sporcandosi le mani insieme ai ragazzi della Protezione Civile. «Siamo stati tutti quanti insieme là a dare una mano» conclude Coiro, sottolineando come in momenti di tale drammaticità non contino le divise o le appartenenze, ma solo la velocità dell’aiuto prestato a chi ha perso tutto.

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