COSENZA- Un rosso d’esercizio che sfiora gli 85 milioni di euro, casse svuotate per oltre un terzo e un debito verso i fornitori di beni e servizi che ha superato la cifra record di 317 milioni. Sono i numeri macroscopici che emergono dall’ultimo Stato Patrimoniale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, relativi all’esercizio 2025, messi a confronto con l’anno precedente. Una radiografia contabile che descrive un’azienda in forte sofferenza finanziaria, stretta nella morsa tra i ritardi nei trasferimenti regionali e l’inevitabile crescita dell’esposizione verso banche e imprese.
Il crollo del risultato economico
Se il 2024 si era chiuso in sostanziale pareggio – con un timido attivo di circa 69 mila euro – il 2025 ha registrato un vero e proprio scossone finanziario: la perdita d’esercizio si è attestata a -84.478.741 euro. Questo disavanzo ha inevitabilmente intaccato il patrimonio netto dell’azienda, sceso a 172 milioni di euro.
La crisi di liquidità: cassa dimezzata e ricorso al Tesoriere
La conseguenza più immediata di questo squilibrio si riflette sulla cassa. Le disponibilità liquide dell’ASP sono letteralmente colate a picco, passando dai 104,4 milioni del 2024 ai 63,3 milioni del 2025 (-39%). Per garantire la continuità dei servizi e il pagamento degli stipendi a fronte di questa emorragia, l’ASP ha dovuto fare massiccio ricorso al proprio Istituto Tesoriere: i debiti bancari per anticipazioni sono infatti più che raddoppiati, schizzando da 57,8 a 133 milioni di euro. Un’operazione necessaria, ma che rischia di pesare sui bilanci futuri a causa degli interessi passivi.
L’effetto domino: imprese e fornitori fanno da “banca”
A fare le spese di questa tensione finanziaria sono, come spesso accade, le imprese fornitrici. I debiti commerciali dell’azienda sanitaria sono aumentati in un solo anno di ben 102 milioni di euro, raggiungendo la cifra monstre di 317.458.993 euro. In pratica, le aziende che forniscono farmaci, dispositivi medici, manutenzioni e servizi essenziali all’ASP stanno involontariamente finanziando la sanità pubblica cosentina, accumulando crediti che faticano a riscuotere nei tempi di legge.
Il nodo dei crediti: la Regione “deve” 353 milioni
Ma perché l’ASP di Cosenza non ha i soldi per pagare i fornitori se il Fondo Sanitario Nazionale stanzia regolarmente le risorse? La risposta è scritta alla voce “Crediti verso la Regione per spesa corrente”. Al 31 dicembre 2025, l’ASP vantava crediti verso Catanzaro per ben 353 milioni di euro (un incremento di 86 milioni rispetto al 2024). Si tratta di somme che l’ASP ha regolarmente iscritto a bilancio per competenza, ma che la Regione Calabria non ha ancora materialmente liquidato nelle casse di via Alimena. Un corto circuito burocratico o di cassa a livello regionale che si ripercorre direttamente sui territori.
Luci e ombre: i cantieri PNRR vanno avanti
In questo quadro di forte criticità finanziaria sul fronte della gestione corrente, si muove invece in controtendenza la parte legata agli investimenti strutturali. Le immobilizzazioni materiali in corso sono decuplicate, passando da 1,1 a 11,2 milioni di euro. È il segno tangibile dell’apertura dei cantieri legati alla Missione 6 del PNRR: le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità iniziano a prendere forma dal punto di vista contabile e dei flussi finanziari vincolati.
Si tratta però di binari paralleli: i fondi europei e statali servono a costruire i muri e a comprare le grandi tecnologie, ma non possono essere usati per coprire il buco di 84 milioni della gestione quotidiana. Per l’ASP di Cosenza la sfida del futuro immediato si giocherà tutta sulla capacità di sbloccare i flussi finanziari con la Regione e di frenare la pericolosa crescita della massa debitoria.

























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