SANTO STEFANO DI ROGLIANO – La strategia è consolidata, l’esecuzione chirurgica e la cadenza quasi quotidiana. Non si ferma l’ondata di assalti ai bancomat che sta colpendo senza sosta il centro-nord della Calabria. L’ultimo colpo, in ordine di tempo, è stato messo a segno nella notte a Santo Stefano di Rogliano, dove una banda di professionisti ha sventrato lo sportello ATM della filiale del Credito Cooperativo Centro Calabria.
Una notte di esplosioni
Il bersaglio scelto dai malviventi si trova in una posizione strategica: lungo la strada che collega Piano Lago a Rogliano, a pochissima distanza dallo svincolo dell’Autostrada A2. Un dettaglio non casuale, che garantisce ai criminali una via di fuga immediata e sicura verso le arterie principali. La tecnica utilizzata è quella ormai tristemente nota della “marmotta”: un ordigno artigianale inserito nella fessura dello sportello che, una volta innescato, provoca un’esplosione violenta. La deflagrazione ha letteralmente sventrato la struttura, permettendo ai ladri di asportare i cassetti contenenti il contante e dileguarsi nel buio prima dell’arrivo dei soccorsi.
Emergenza sicurezza: otto colpi in un mese
Quello di Santo Stefano di Rogliano non è un episodio isolato, ma il tassello di un mosaico criminale che sta disegnando una vera e propria emergenza sicurezza regionale. In poco più di un mese sono stati registrati ben otto assalti simili. La “mappa delle esplosioni” copre ormai gran parte della provincia di Cosenza e del Catanzarese: da Camigliatello a Lauropoli di Cassano, passando per Laino Borgo, Santa Maria del Cedro e San Marco Argentano, fino ai recenti episodi di Vallefiorita e Decollatura.
Indagini a tappeto
Le forze dell’ordine sono giunte sul posto immediatamente dopo la segnalazione, mettendo in sicurezza l’area e avviando i rilievi tecnici. Gli inquirenti stanno analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza per cercare elementi utili a identificare i responsabili, che sembrano muoversi con una coordinazione tale da far pensare a un gruppo organizzato e specializzato in questo tipo di attacchi paramilitari.
Resta l’allarme tra i cittadini e gli istituti di credito, che si ritrovano a fare i conti con danni strutturali ingenti e con un senso di insicurezza crescente, in attesa che la rete investigativa riesca a stringersi attorno agli autori di questa spregiudicata escalation.



















