COSENZA- «La politica non è una trincea di esclusione, ma uno spazio aperto di dialogo, di incontro, di ascolto e di accoglienza per le idee diverse dalle nostre». Lo dichiara in una nota Antonio Belmonte, che interviene con una profonda riflessione sulla natura del confronto democratico e sulla necessità di recuperare i valori più alti dell’impegno pubblico, alla conclusione dei ballottaggi in Calabria.
Nel suo intervento, Belmonte richiama esplicitamente la grande lezione del “Sindaco Santo”: «Come amava ricordare Giorgio La Pira, la politica è l’atto di “costruire ponti, non muri”, perché la diversità non è una minaccia, ma una ricchezza che feconda il tessuto sociale. In questo cammino – prosegue – chi la pensa diversamente da noi non è un nemico da abbattere: i competitor non sono avversari da delegittimare, ma interlocutori verso cui nutrire un rispetto assoluto».
Per Belmonte, la qualità della democrazia si misura proprio nella capacità di superare la logica dello scontro frontale a favore di un riconoscimento reciproco: «La vera statura politica si individua nella capacità di riconoscere la dignità dell’altro e di saper discernere, in ogni confronto, quel nucleo di verità comune che unisce le comunità. Rispettare l’avversario significa rispettare la democrazia stessa e la vocazione più alta dell’impegno civile».
«A mio avviso – conclude Belmonte – il confronto politico non è mai una negazione dell’altro, ma una sintesi superiore in cui il rispetto per l’avversario diventa la misura stessa della nostra civiltà. In ogni confronto elettorale deve sempre vincere questo principio superiore, al di là dei numeri, delle percentuali e di chi, alla fine, sarà chiamato a rappresentare l’intera comunità nelle istituzioni».


























