Calopezzati, Fratelli d’Italia all’attacco del Consiglio

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CALOPEZZATI- L’approvazione all’unanimità della definizione agevolata per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione riaccende il dibattito politico a Calopezzati. Se l’aula consiliare si è espressa in modo compatto a favore del provvedimento, il Circolo locale di Fratelli d’Italia “Giuseppe Tatarella” legge nell’esito dell’ultimo Consiglio comunale una serie di contraddizioni e incertezze che investono sia la maggioranza di centrosinistra sia i banchi dell’opposizione.

Al centro del contendere c’è l’adesione alla misura introdotta dal Governo Meloni, che offre ai contribuenti in difficoltà la possibilità di sanare i propri debiti fiscali senza l’aggravio di sanzioni e interessi. Un intervento giudicato positivamente dai dirigenti locali del partito di centrodestra, i quali esprimono tuttavia profonda perplessità per la scelta del sindaco Antonello Giudiceandrea e del suo gruppo di sostenere una norma fortemente avversata dai vertici nazionali del centrosinistra, da Elly Schlein a Giuseppe Conte. Per Fratelli d’Italia si tratterebbe di un cambio di rotta motivato da convenienze elettorali in vista delle imminenti consultazioni amministrative, specie alla luce delle promesse fatte in campagna elettorale sulla rigidità della riscossione tributaria.

Oltre al piano politico, la nota del Circolo solleva perplessità di natura gestionale. Dalla delibera approvata emerge infatti che le somme non riscosse dal Comune tra il 2020 e il 2023 ammontano a circa 315 mila euro. Un dato che, secondo il partito, avrebbe richiesto maggiore trasparenza e una chiara ripartizione per distinguere le perdite maturate durante la precedente amministrazione da quelle accumulate sotto la gestione Giudiceandrea. Un’omissione che impedirebbe ai cittadini di comprendere le reali responsabilità amministrative.

Il testo passa poi ad analizzare la posizione della minoranza consiliare. Pur condividendo l’utilità della sanatoria per i cittadini, Fratelli d’Italia ritiene che l’opposizione avrebbe dovuto astenersi anziché esprimere voto favorevole. Il sì compatto dell’aula finirebbe infatti per avallare le scelte di un’amministrazione che, per sopperire alle carenze di cassa, negli ultimi anni ha alzato la pressione fiscale al massimo, introducendo l’addizionale IRPEF e rivedendo le concessioni cimiteriali a scapito dei contribuenti più virtuosi. Il voto unanime dell’assise viene quindi bollato da Fratelli d’Italia come un segnale di appiattimento della politica locale sulle dinamiche elettorali, a discapito della chiarezza e dell’equità nei confronti dei cittadini che hanno sempre adempiuto ai propri doveri fiscali.

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