Cantinella: il muro romano finisce sotto la ghiaia

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CORIGLIANO-ROSSANO – I lavori di rigenerazione urbana lungo il tratto della vecchia Statale 106 tra San Mauro e Cantinella si sono conclusi, ma insieme al cantiere sembra essere stata archiviata anche la possibilità di valorizzare la storia emersa dal sottosuolo. A riportare l’attenzione sulla vicenda è Anna Maria Brunetti, già assessore del Comune di Corigliano prima della fusione, che ha sollevato forti perplessità sulle modalità con cui è stata gestita la tutela dei reperti archeologici affiorati durante gli scavi per la realizzazione del marciapiede.

Durante le operazioni di scavo sono infatti venuti alla luce resti murari e sepolture umane che gli esperti hanno inquadrato attorno al IV secolo dopo Cristo, in piena epoca romana. Un ritrovamento tutt’altro che casuale, considerato che la zona vanta una nota rilevanza storica per la vicinanza a Favella della Corte e ai complessi di necropoli e tumuli sacri rinvenuti a partire dalla fine dell’Ottocento.

A cantiere ultimato, l’intervento si è limitato alla creazione di un’ansa verso la carreggiata stradale per delimitare il perimetro delle scoperte, mentre i resti sono stati interamente ricoperti da una coltre di pietrisco. Una soluzione che impedisce qualsiasi fruizione visiva delle testimonianze storiche.

L’ex amministratrice esprime rammarico per la mancata installazione di una copertura trasparente sotto vetro e di un pannello esplicativo che consenta a cittadini e visitatori di comprendere il valore di quanto custodito nel sottosuolo, evidenziando come la tutela del patrimonio archeologico dovrebbe coniugarsi con la sua leggibilità e la memoria del territorio.

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