CORIGLIANO-ROSSANO – Non è solo cronaca di una serata di follia, ma il sintomo di una sofferenza strutturale che non può più essere ignorata. Dopo la violenta aggressione subita dai militari della Sezione Radiomobile di Corigliano-Rossano — culminata con l’arresto di un 37enne bulgaro mediante l’uso del Taser — interviene con forza il Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC). Le parole del commissario straordinario per la Calabria, Antonio Noè, pesano come macigni su un sistema sicurezza giudicato carente di tutele e risorse.
Il bilancio: un militare ricoverato
Il quadro emerso dall’aggressione è preoccupante: un carabiniere ha riportato quindici giorni di prognosi, mentre un secondo collega è stato ricoverato per gravi colpi alla testa. «I colleghi sono stati investiti da una violenza “bestiale” da parte di un uomo che rifiutava di pagare il pasto», dichiara Noè, sottolineando come l’uso della pistola a impulsi elettrici sia stato l’extrema ratio necessaria per garantire l’incolumità dei presenti e degli operatori stessi.
«Stato ambiguo: pretende sicurezza ma non tutela»
L’analisi del sindacato si sposta rapidamente dal fatto di cronaca alla critica politica. Secondo NSC, chi indossa la divisa opera oggi in un clima di incertezza normativa. «Non è possibile continuare in un clima ambiguo — incalza Noè — dove i militari subiscono le conseguenze di uno Stato che troppo spesso pretende sicurezza ma non garantisce tutela. Chi indossa una divisa non può essere lasciato solo due volte: prima in strada, poi nelle aule giudiziarie».
Il riferimento è al timore del cosiddetto “atto dovuto”, ovvero il rischio che i carabinieri, pur avendo agito legittimamente per difesa, possano finire iscritti nel registro degli indagati per l’uso dei mezzi di coazione fisica.
Emergenza organico: elevazione a “Gruppo” subito
Il sindacato punta il dito anche sulla gestione amministrativa dell’Arma sul territorio ionico. Il Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano viene descritto come cronicamente sotto organico e non più adeguato a gestire un contesto criminale così complesso. Per questo, NSC esige l’immediata elevazione a “Gruppo Carabinieri”, senza ulteriori rinvii burocratici, per garantire un assetto operativo più robusto.
Inoltre, il sindacato lancia una provocazione istituzionale, richiamando la proposta del senatore Ernesto Rapani sull’operazione “Strade Sicure”: «Siamo davvero giunti al punto in cui, per garantire la sicurezza, sia indispensabile l’intervento dell’Esercito? Se la politica non potenzia l’Arma, sta ammettendo la resa del controllo del territorio».
La battaglia legale
Mentre augura una pronta guarigione ai colleghi feriti, il Nuovo Sindacato Carabinieri annuncia la piena assistenza legale e invita cittadini e parlamentari a sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare per superare l’automatismo dell’atto dovuto. «Chi governa si assuma le proprie responsabilità, ora. NSC non resterà in silenzio», conclude Noè.


























