RENDE- Con l’arrivo del mese di settembre si riaccende il dibattito sul costo della vita universitaria nell’area urbana di Cosenza e Rende. A sollevare il caso è un’inchiesta dettagliata diffusa dal collettivo studentesco “Aula Studio Liberata”, che analizza l’impennata dei canoni di locazione e la gestione dei fondi destinati alle residenze universitarie.
I costi dell’abitare a Rende: prezzi in aumento costante
Secondo i dati raccolti dal collettivo, nei pressi del campus dell’Università della Calabria e nelle zone adiacenti di Rende, i prezzi delle locazioni hanno raggiunto vette inedite: si registrano richieste fino a 450 euro al mese per una singola e fino a 370 euro per un posto in camera doppia. Spostandosi verso aree meno servite o periferiche, la pressione economica si sposta sui piccoli appartamenti, con bilocali e trilocali che toccano quote fino a 750 euro mensili.
Un’escalation che, si legge nel dossier, non rappresenta un fenomeno isolato ma il prosieguo di un trend iniziato negli anni post-crisi del 2008 e accentuatosi dopo l’emergenza pandemica, alimentato anche dall’aspettativa legata ai nuovi corsi di laurea e ai progetti sanitari dell’area urbana.
La critica al modello PNRR per l’housing universitario
L’Inchiesta punta poi i riflettori sui meccanismi di finanziamento previsti dal PNRR per la realizzazione di nuovi posti letto. Il collettivo contesta la scelta di destinare ingenti risorse pubbliche ad accordi con soggetti privati. Nel dettaglio, la misura eroga un contributo parziale di circa 20 mila euro a posto letto, ma riserva solo il 30% degli alloggi alle graduatorie pubbliche gestite dall’ente regionale per il Diritto allo Studio Universitario (DSU).
Il restante 70% rimane sul mercato privato, pur a fronte di agevolazioni e vincoli di canone ridotto applicati solo per una finestra temporale limitata (12 anni), al termine della quale scade ogni vincolo sui prezzi e sulla destinazione d’uso.
I progetti nell’area urbana e il contrasto con l’edilizia pubblica
Nel comprensorio Cosenza-Rende, il report evidenzia la presentazione di circa dieci richieste di finanziamento PNRR per studentati privati, per un valore totale di 13 milioni di euro e 669 posti letto previsti. Tra questi spiccano i due complessi adiacenti “Urban Life” e “Smart City Life” a Rende, destinati a garantire 238 posti letto complessivi con un contributo ministeriale rivisto di circa 5 milioni di euro dopo i rimodellamenti dei criteri di spesa imposti a livello europeo.
Il collettivo evidenzia come la rapidità nel cantiere degli interventi privati contrasti apertamente con le vicende dell’edilizia residenziale pubblica universitaria, citando il caso del Complesso Residenziale Rocchi. Iniziato oltre quindici anni fa e rimasto a lungo bloccato, il plesso pubblico vede oggi un’ipotesi di completamento slittata ad aprile 2027.
La posizione degli studenti
In conclusione, il collettivo “Aula Studio Liberata” ribadisce la necessità di un’inversione di rotta nelle politiche abitative locali, chiedendo interventi regolatori contro la speculazione e misure volte ad assicurare un canone equo e un effettivo potenziamento del diritto allo studio per tutta la comunità studentesca.

























