Casi di mortalità anomala al canile di Rossano: 24 carcasse smaltite in blocco accendono i dubbi

CORIGLIANO ROSSANO- Canile comunale di contrada Foresta: 24 carcasse in un solo colpo. Emergenza o normale turnover? Dietro la fredda burocrazia di un atto di liquidazione si nasconde una realtà che merita di essere approfondita con cura, specialmente quando riguarda il benessere di chi non ha voce. Un recente documento del Settore 13 Ambiente ed Energia  ha acceso i riflettori sulla gestione del canile rifugio comunale situato in località Foresta, nell’area urbana di Rossano. L’oggetto della determina è la liquidazione di una fattura per il servizio di ritiro, trasporto e smaltimento tramite termodistruttore di carcasse canine prelevate dalla struttura comunale.

Ma è il dato numerico contenuto nei documenti di trasporto a gelare il sangue: 24 carcasse di cani prelevate in un unico intervento. Una contabilità che solleva dubbi. Il prelievo massiccio, documentato dai DDT n. 01/2026 e 02/2026 del 4 marzo 2026, racconta di un carico di morte che non può passare inosservato. La domanda sorge spontanea: come è possibile che 24 animali siano deceduti in un arco di tempo così ristretto da essere smaltiti tutti insieme? Ci si chiede se questo sia un dato fisiologico per una struttura che ospita  decine e decine di animali o se siamo di fronte a un segnale d’allarme più grave. In un canile rifugio, la morte dovrebbe essere un evento residuale, legato alla vecchiaia o a patologie croniche. Un numero così elevato di decessi in una sola “mandata”  potrebbero sollevare ipotesi inquietanti: un’emergenza sanitaria silente, come un’epidemia virale  mai comunicata alla cittadinanza, oppure gravi carenze strutturali e assistenziali che potrebbero aver compromesso la sopravvivenza degli ospiti più fragili.  

Oltre al dato economico, emerge un pesante interrogativo etico: quei 24 cani sono stati trattati con la dignità e le cure che la legge impone? Il canile di località Foresta è da tempo al centro dell’attenzione, ma questo picco di mortalità richiede una risposta chiara da parte dl comune. È fondamentale sapere se per ognuno di quei 24 animali esista una cartella clinica che ne attesti le cause del decesso. I dubbi odierni trovano terreno fertile in una cronaca nera non troppo lontana. Già nel 2019, la struttura finì sotto sequestro per maltrattamenti, ambulatori non a norma e certificati falsi, portando alla denuncia di nove persone tra amministratori, dipendenti e professionisti. Oggi, vedere 24 carcasse smaltite “in blocco” fa temere che, nonostante i proclami di rinnovamento, le logiche di gestione non siano cambiate. La cittadinanza e le associazioni hanno il diritto di sapere se il rifugio sia un luogo di speranza o se, tra i viali di località Foresta, si stia consumando una crisi di cui si conoscono solo le fatture dello smaltimento. La dignità di una comunità si misura anche da come tratta gli ultimi, e sulla morte di quei 24 cani vi è necessità di chiarire.

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