C’è chi non vuole l’Ospedale? Il messaggio social di Petrone solleva la domanda

Domenico Gerardo Petrone ospedale unico della sibaritide

Domenico Gerardo Petrone

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CORIGLIANO ROSSANO– Nell’area di cantiere dell’Ospedale Unico della Sibaritide il clima non è sereno da tempo. Gli episodi incendiari degli ultimi mesi, ancora senza un responsabile, e alcune dinamiche interne poco trasparenti hanno alimentato dubbi e inquietudini. Ad insinuare il “tarlo” è un intervento pubblico, forte e diretto, del project manager Domenico Gerardo Petrone: un messaggio che, per toni e contenuti, segna un punto di svolta nella narrazione ufficiale dell’opera. Lo affida ai social.

Petrone parla senza filtri:

«Le grandi opere avanzano solo grazie a chi ci crede davvero.»

Una frase che apre un testo di natura quasi programmatica, nel quale Petrone denuncia apertamente la presenza di comportamenti contrari alla buona riuscita del progetto.

«In ogni grande progetto arriva un momento in cui emergono differenze profonde: tra chi lavora con visione e senso di responsabilità… e chi guarda soltanto al proprio interesse immediato.»

Parole che, lette alla luce dei recenti incendi e di presunte tensioni, assumono un significato ben preciso. Petrone allude a ostacoli, frizioni e tentativi di rallentamento, senza nominare nessuno, ma indicando chiaramente che qualcuno ha remato contro.

Nel suo messaggio scrive:

«Negli ultimi mesi abbiamo attraversato una fase complessa, nella quale alcune scelte e alcuni atteggiamenti avrebbero potuto rallentare il percorso. Non è successo.»

E ancora:

«La verità è che la serietà non teme i tentativi di ostacolo. La professionalità non si lascia intimidire da chi non condivide gli stessi valori.»

Il project manager, pur senza entrare nei dettagli, fa intendere che siano esistite pressioni, resistenze o azioni non allineate alla direzione del progetto. Ma sottolinea che il team, nella sua grande maggioranza, ha resistito:

«Voglio riconoscere la grande maggioranza del team che, nei momenti più delicati, ha dimostrato carattere, disciplina e lealtà verso l’opera e verso il territorio che serviamo. È grazie a loro che oggi il progetto è più saldo che mai». Di rimando esisterebbe anche una “minoranza” con comportamenti opposti.

Il passaggio più forte è forse quello rivolto a chi ha cercato di ostacolare la linea progettuale:

«A chi ha provato a opporsi alla direzione del progetto: la realtà dei fatti ha già risposto al posto mio».

Un monito diretto, che suona come una dichiarazione di forza, ma anche come un messaggio di avvertimento a chi, dall’interno o dall’esterno, starebbe tentando di frenare il cammino dell’opera più importante dell’area ionica.

Petrone conclude con un appello che sembra volere ricompattare il gruppo e rassicurare il territorio:

«Ora andiamo avanti, più veloci, più compatti, più determinati. Perché il valore del lavoro parla sempre più forte di qualunque tentativo di rallentarlo. Avanti. Senza esitazioni.»

Il messaggio ha il sapore di una presa di posizione definitiva. E, inevitabilmente, accende la domanda suprema:

c’è qualcuno che non vuole davvero questo ospedale?

Per ora Petrone non entra nel merito. Ma il senso del suo intervento è chiaro: il cantiere va avanti, nonostante tutto. E chi sta cercando di boicottarlo è stato individuato.

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