CORIGLIANO ROSSANO- Un attacco social decisamente sopra le righe, che trasforma l’emergenza cinghiali in un insulto personale, e la risposta del primo cittadino che unisce fermezza istituzionale, ironia e una necessaria operazione di chiarezza normativa. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha deciso di replicare pubblicamente tramite i suoi canali social all’ennesimo sfogo violento da parte di un cittadino.
L’episodio, stando a quanto riferito dal primo cittadino, è nato dal comprensibile spavento di un residente per un incontro ravvicinato con gli ungulati, degenerato però rapidamente in un’aggressione verbale. «Nei giorni scorsi un cittadino, sicuramente scosso da quanto gli era accaduto, dopo aver sottolineato che io sarei cresciuto nei maiali (fatto che rivendico con forza) mi ha augurato una aggressione e che mi “facessero a porchetta” a me ed “a tutta la mia razza”», ha spiegato Stasi, che poi ha aggiunto con disincanto: «Capisco a me, non capisco la mia razza, ma comunque ciò che importa è che si tratta di un pensiero inutile».
Tra ironia e confini normativi
Il sindaco ha liquidato le offese personali con una battuta, sottolineando che «nell’augurio ricevuto non c’era indicata la zona, altrimenti l’avrei convertito in segnalazione», e chiosando sul fatto che sarebbe comunque «un pessimo alimento: carne e testa troppo coriacee». Subito dopo, però, ha colto l’occasione per fare chiarezza su un punto che troppo spesso genera confusione tra i cittadini, specificando di chi sia realmente la responsabilità della gestione della fauna selvatica.
Stasi ha ricordato chiaramente che i sindaci e i Comuni non hanno gli strumenti normativi né il personale per agire direttamente sul contenimento degli animali. «Il contenimento delle specie selvatiche, ed in particolare del cinghiale, non è competenza del Comune ma della Regione, in attuazione della Legge 157/1992», ha precisato il primo cittadino, ricordando che la Calabria ha approvato un apposito Piano Straordinario Quinquennale e che i Comuni, essendo strutturalmente deficitari col personale, non hanno dipendenti autorizzati a intervenire.
Le procedure corrette per la sicurezza e le segnalazioni
Piuttosto che cedere alla provocazione, il sindaco ha trasformato la replica in una serie di indicazioni di pubblica utilità, spiegando alla cittadinanza come muoversi concretamente invece di affidarsi agli insulti sui social network.
Le procedure da seguire variano a seconda della gravità della situazione. Stasi ha chiarito che quando ci si trova con un problema di cinghiali, se si è in una situazione di pericolo, bisogna chiamare immediatamente il 112, il 1515 o la Polizia Locale, negli orari in cui è attiva, per chiedere un tempestivo intervento di sicurezza. Discorso diverso se si vuole segnalare una presenza ricorrente nelle zone urbane: in questo caso si può scrivere una segnalazione al Comune, alla Polizia Locale o alla Polizia Provinciale, i quali avranno poi il compito di attivare l’intervento dei selettori autorizzati dalla Regione Calabria.
L’ennesimo caso dimostra come il tema della fauna selvatica nelle aree urbane sia ormai una polveriera sociale, ma ribadisce anche come la conoscenza delle competenze istituzionali sia l’unico modo per affrontare il problema in modo efficace, lasciando la violenza verbale nello spazio in cui nasce.

























