Corigliano, il “Brillia” non è ancora un fortino: il Kratos Bisignano gela i biancazzurri nel finale

CORIGLIANO ROSSANO- Continua la maledizione interna per il Corigliano di mister Aita. Contro il Kratos Bisignano, in un match che sembrava ormai incanalato sui binari giusti, arriva un pareggio per 1-1 che sa di beffa e che mette a nudo, ancora una volta, la fragilità dei biancazzurri tra le mura amiche. Una squadra che lontano da casa macina gioco, ma che davanti al proprio pubblico fatica a trovare quella fluidità necessaria per chiudere le partite.

Primo Tempo: Statella scuote i legni, ma il gioco non decolla

L’avvio di gara vede il Corigliano padrone del campo, almeno nelle intenzioni. Il possesso palla però risulta a tratti farraginoso, condizionato da un ritmo spezzettato e da una manovra che fatica a verticalizzare. L’emozione più forte della prima frazione arriva al 21’: su calcio piazzato, Statella disegna una traiettoria perfetta, un “bolide” che sembra destinato a gonfiare la rete, ma la palla si stampa clamorosamente sull’incrocio dei pali a portiere battuto. È il sussulto che scuote il pubblico, ma non basta a cambiare l’inerzia di un primo tempo che scivola via senza altri grandi sussulti.

Ripresa: Lentini illude, Trento firma la beffa

Nel secondo tempo il Corigliano rientra in campo con un piglio diverso, cercando di alzare il baricentro. La pressione paga al 29’, quando un cross di Olivieri viene intercettato col braccio da Sagula: per l’arbitro non ci sono dubbi, è calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta Lentini, che con freddezza glaciale batte il portiere ospite portando i biancazzurri in vantaggio.

Quando la vittoria sembrava ormai a portata di mano, arriva il black-out. Al 41’ della ripresa, la retroguardia locale si concede una “dormita” fatale su un traversone apparentemente innocuo: il neo-entrato Trento ne approfitta, controlla e di destro trafigge Cimino da sottomisura. È il gol del definitivo 1-1. Nel finale concitato, al 91’, piove sul bagnato per il Corigliano: Basile cade nella trappola del nervosismo e rimedia un cartellino rosso per un fallo di reazione, lasciando i suoi in dieci.

Analisi e prospettive

Il fischio finale lascia l’amaro in bocca a una piazza che si aspettava il salto di qualità. La gestione del vantaggio è mancata proprio nel momento decisivo, confermando che per ambire ai vertici della classifica non bastano i singoli episodi, ma serve una maturità collettiva che tra le mura amiche sembra ancora latitare. Il Corigliano dovrà lavorare sulla personalità e sulla gestione dei ritmi se vuole trasformare il proprio stadio nel fortino necessario per il salto di categoria.

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