Corigliano-Rossano, eseguita misura cautelare nei confronti di un 32enne di Gerocarne

Castello Ducale Corigliano

CORIGLIANO-ROSSANO – All’alba di oggi, i carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Tra i destinatari del provvedimento figura Valerio Loielo, 32 anni, originario di Gerocarne, ma da tempo residente nel centro storico coriglianese, precisamente nel rione Focone.

Le ipotesi di reato

L’operazione odierna si inserisce in una più ampia attività investigativa coordinata dalla Procura distrettuale del capoluogo, che ha portato complessivamente all’applicazione di 15 misure cautelari. Le accuse contestate agli indagati, a vario titolo e in attesa di giudizio definitivo, riguardano l’associazione per delinquere di stampo mafioso, l’omicidio, il tentato omicidio, l’estorsione aggravata e la detenzione illegale di armi. Le condotte contestate si riferiscono a fatti avvenuti nel territorio della provincia di Vibo Valentia.

Il profilo dell’indagato

Valerio Loielo è ritenuto dagli inquirenti una figura inserita nelle dinamiche dei sodalizi attivi nelle zone delle Pre-serre vibonesi, in particolare nei comuni di Gerocarne, Soriano Calabro e Sorianello. L’uomo si era stabilito da alcuni anni a Corigliano-Rossano a seguito del matrimonio con una donna del posto. Al momento del trasferimento dell’indagato verso la caserma dell’Arma allo Scalo, si è registrata la presenza di un gruppo di persone riunitosi spontaneamente dinanzi al presidio militare.

Il nome di Loielo era già emerso in precedenti inchieste giudiziarie, tra cui l’operazione denominata “Luce nei boschi”, finalizzata a ricostruire i contrasti tra gruppi contrapposti nell’area montana vibonese. In passato, lo stesso è stato vittima di episodi di sangue: nel 2014 rimase ferito in due distinti agguati avvenuti nel mese di luglio e di novembre.

Il contesto investigativo

L’inchiesta odierna mira a fare luce su una serie di episodi legati al controllo del territorio e a vendette trasversali che hanno segnato la cronaca della provincia di Vibo Valentia nell’ultimo ventennio. Secondo l’ipotesi accusatoria, il trentaduenne farebbe parte della nuova generazione di un gruppo familiare storicamente contrapposto ad altre realtà associative della medesima area.

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