Corigliano-Rossano, Natale a secco: l’emergenza idrica paralizza Centro Storico e Scalo

disagi idrici a corigliano rossano

CORIGLIANO-ROSSANO – Un Natale di rabbia e disagi per centinaia di famiglie nell’area urbana di Corigliano. Da oltre 48 ore, numerosi quartieri convivono con l’assenza totale di acqua potabile: una situazione che sta esasperando i residenti, innescando un’ondata di proteste che dai vicoli del Centro Storico raggiunge i palazzi dello Scalo.

Il “giallo” dei lavori programmati

Secondo la nota ufficiale di Palazzo di Città, il disservizio sarebbe collegato a interventi di ingegnerizzazione della rete previsti per lunedì 22 e martedì 23 dicembre presso il serbatoio comunale in zona Acquedotto. Tuttavia, la realtà denunciata dai cittadini è ben peggiore delle previsioni: i rubinetti sono rimasti completamente a secco già due giorni prima dell’inizio dei lavori. Non si tratta più di “interruzioni temporanee”, ma di un blocco prolungato che sta colpendo duramente anche l’area dello Scalo, dove la crisi idrica assume ormai i contorni di un’emergenza cronica.

Un sistema al collasso: taniche e autobotti

L’emergenza di queste ore è solo l’ennesimo segnale di un sistema infrastrutturale fragile e vetusto. Le “patologie” della rete idrica di Corigliano-Rossano sono note:

  • Tubazioni logore: Condotte che hanno superato da decenni ogni limite di usura.
  • Perdite invisibili: Una geometria della rete che disperde enormi volumi d’acqua nel sottosuolo.
  • Guasti elettrici: Impianti idropotabili vulnerabili che si bloccano alla minima sollecitazione.

Si è tornati indietro nel tempo: scene di cittadini con le taniche nei cortili e l’attesa febbrile delle autobotti sono diventate le uniche soluzioni di ripiego per la sopravvivenza quotidiana.

Tra promesse e realtà: il piano da 6 milioni

Mentre la città soffre, l’Amministrazione Comunale punta tutto sulla strategia a lungo termine, forte di basi economiche solide:

  1. Accordo Quadro: Oltre 6 milioni di euro (fondi regionali 2021) destinati al rifacimento delle reti.
  2. Tecnologia e Telecontrollo: Il piano prevede la digitalizzazione della rete e la creazione di “distretti” per individuare le perdite in tempo reale.
  3. Sostituzione condotte: Interventi mirati sui tratti più ammalorati per fermare lo spreco d’acqua.

Il contrasto è stridente: da una parte una quotidianità fatta di guasti e lavori tampone, dall’altra il miraggio di un’infrastruttura moderna. Se l’amministrazione rivendica la pianificazione e i finanziamenti ottenuti, i cittadini – esausti – chiedono risposte immediate.

La domanda che rimbalza tra i quartieri a secco è una sola: quanto tempo servirà ancora perché i “progetti definitivi” si trasformino in acqua corrente h24? In questo Natale di sacrifici, la speranza della comunità è che l’ingegnerizzazione in corso sia davvero l’ultimo atto di un’emergenza infinita.

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