CORIGLIANO-ROSSANO – Un atto di generosità trasformato in un incubo di sangue. Quello che doveva essere un semplice aiuto linguistico per facilitare l’affitto di un immobile si è concluso con un violento accoltellamento. Il tragico episodio è avvenuto sabato 2 maggio in un appartamento di Viale Virgilio, nell’area urbana di Rossano.
La dinamica: dal dialogo alla furia
La vittima, un uomo di nazionalità pachistana stimato nella comunità locale, si era recato presso l’abitazione in contrada Frasso con un obiettivo di puro spirito civico: fare da intermediario culturale. Alcuni connazionali, non parlando correttamente l’italiano, avevano richiesto il suo supporto per discutere i dettagli della locazione con il proprietario delle mura.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti del locale Commissariato di Polizia, l’atmosfera è precipitata improvvisamente. Un uomo presente all’interno dell’appartamento si è scagliato contro la vittima, prima colpendola violentemente con dei pugni e poi brandendo un coltello.
Terrore per la compagna della vittima
Il quadro delineato dalle indagini è reso ancora più fosco dalle testimonianze raccolte. Anche la compagna del ferito è stata oggetto di una brutale aggressione:
- Minacce di morte: L’aggressore l’avrebbe bloccata puntandole la lama all’addome.
- Momenti di panico: Solo la reazione dei presenti, che sono riusciti a disarmare l’uomo, ha evitato che la situazione degenerasse in una duplice tragedia.
Indagini e condizioni cliniche
Sul luogo dell’aggressione sono intervenuti i sanitari del 118 e le forze dell’ordine. La vittima è stata trasportata d’urgenza in ospedale, dove attualmente si trova ricoverata in condizioni critiche, lottando tra la vita e la morte a causa dei profondi fendenti ricevuti.
Il punto sulle indagini: Il presunto aggressore è stato identificato e denunciato a piede libero con l’accusa di tentato omicidio. Gli inquirenti stanno ora lavorando per scavare nel movente: resta infatti da capire cosa abbia trasformato una civile conversazione in un’esplosione di violenza così cieca.
La posizione dell’indagato resta al vaglio dell’autorità giudiziaria, aggravata dalle minacce rivolte alla donna e dalla gravità delle lesioni inferte al “mediatore”.

























