CORIGLIANO ROSSANO- Un filo conduttore fatto di inciviltà, abbandono e rischi concreti per la salute pubblica attraversa il territorio di Corigliano-Rossano. Dalle aste fluviali periferiche alle strade di collegamento secondario, la piaga dello sversamento illecito di rifiuti ha ormai assunto le proporzioni di una vera e propria emergenza ambientale capillare, che da nord a sud disegna una mappa del degrado senza soluzione di continuità.
L’allarme a Cantinella: la “Terra dei Fuochi” lungo il Torrente San Mauro
Il punto critico di maggior gravità si registra a ridosso dell’abitato di Cantinella. Nel tratto del Torrente San Mauro compreso tra il ponte del bivio di San Demetrio e la foce in contrada Salice, le golene e le stradine interpoderali arginali sono state trasformate in un deposito incontrollato di Rifiuti Speciali. Tonnellate di Pneumatici Fuori Uso (PFU) giacciono accatastate a cielo aperto insieme a scarti indifferenziati e lastre di amianto.
L’area è costantemente esposta a roghi tossici che liberano nell’aria sostanze altamente inquinanti e cancerogene come diossine e idrocarburi policiclici aromatici. Oltre alla contaminazione dell’atmosfera, il deposito delle ceneri e il dilavamento piovoso rischiano di intaccare le falde acquifere e i terreni agricoli circostanti, alimentando forte apprensione tra i residenti per l’incremento di patologie respiratorie e oncologiche riscontrato nella zona.
Il torrente Coriglianeto e l’inciviltà sommersa negli alvei
La prassi di sfruttare la conformazione isolata dei corsi d’acqua per eludere la raccolta differenziata non riguarda purtroppo il solo San Mauro. Analogo scenario si presenta lungo l’alveo del Coriglianeto, dove sacchi di spazzatura domestica e scarti di varia natura vengono sistematicamente abbandonati sotto la vegetazione. Chi scarica sfrutta i punti meno visibili degli argini per sbarazzarsi dei propri rifiuti, creando micro-discariche che minacciano la salubrità delle aree adiacenti ai centri abitati e l’equilibrio dei corsi d’acqua.
Insiti e la SP 195: quando i rifiuti diventano un tutt’uno col terreno
Spostando lo sguardo sulla viabilità periferica, la situazione non accenna a migliorare. Un esempio chiaro di questo scempio si riscontra lungo la Strada Provinciale 195 in località Insiti. Ai margini della carreggiata stazionano stabilmente cumuli di buste dell’immondizia, elettrodomestici dismessi, vecchi materassi e rifiuti ingombranti.
Esposti senza alcuna protezione all’azione prolungata delle intemperie, del sole e delle piogge, questi materiali vanno incontro a un lento degrado: le componenti plastiche e chimiche si frammentano e si decomppongono, finendo per penetrare direttamente nel suolo e integrarsi con la vegetazione locale.
Controlli, bonifiche e senso civico: i nodi da sciogliere
Il quadro complessivo rivela l’esistenza di un sistema strutturato che sfrutta le falle nella sorveglianza del territorio per trarre profitto dallo smaltimento illecito, unito al comportamento incivile di chi rifiuta le corrette modalità di conferimento dei rifiuti urbani.
Di fronte a un degrado che svaluta il patrimonio immobiliare, danneggia l’agricoltura e mette a rischio la salute collettiva, appare non più rinviabile un piano straordinario di bonifica dei siti contaminati, accompagnato dall’installazione di sistemi di videosorveglianza nei punti sensibili e da un’azione sanzionatoria rigorosa contro gli ecoreati.

























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