CORIGLIANO-ROSSANO – Non è più solo una sensazione di insicurezza, ma una vera e propria emergenza che minaccia il tessuto economico e sociale della città. L’Associazione dei Commercianti del territorio di Corigliano rompe il silenzio e interviene con durezza sull’escalation di violenza che sta colpendo Corigliano-Rossano, con particolare virulenza nel borgo marinaro di Schiavonea, ma con riverberi inquietanti su tutto il perimetro urbano.
Il limite della convivenza civile
Secondo l’associazione di categoria, il territorio è ormai prossimo a oltrepassare una soglia critica, quella che separa una città vivibile da un luogo dove la paura condiziona la quotidianità. Sebbene i commercianti esprimano un sincero plauso per l’operato quotidiano delle Forze dell’Ordine, di cui viene riconosciuta la competenza e l’impegno costante nel controllo del territorio, la realtà dei fatti parla di una serie di episodi criminali che continuano a ripetersi, danneggiando l’immagine della città e la serenità degli operatori.
«La cronaca nera più recente – spiegano dall’Associazione – non fa che confermare la gravità di una situazione che avevamo già segnalato lo scorso agosto. Oggi quel limite necessario a garantire una sana convivenza civile è vicino a essere superato».
La proposta: presidi fissi e controllo integrato
La richiesta che arriva dal mondo produttivo è chiara e non ammette rinvii: la necessità di istituire presidi fissi delle forze dell’ordine. Una presenza fisica e costante che veda la collaborazione tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, supportata anche dall’ausilio di associazioni attive sul territorio. L’obiettivo è creare una “zona protetta” che scoraggi i malintenzionati e restituisca fiducia a chi, ogni giorno, alza la saracinesca.
Appello al Sindaco Stasi per un tavolo operativo
L’Associazione non si limita alla protesta, ma avanza una proposta costruttiva e urgente al primo cittadino, Flavio Stasi. L’invito è quello di convocare un tavolo operativo permanente che metta di fronte tutti gli attori sociali: Forze dell’Ordine, istituzioni provinciali e regionali, la Chiesa, i partiti e le associazioni di categoria.
«Chiediamo un incontro – proseguono i commercianti – per prendere coscienza collettiva attorno a questa problematica. È fondamentale verificare quali iniziative concrete si possano mettere in campo per fronteggiare un fenomeno che sta minando il diritto stesso al lavoro».
In gioco il futuro di aziende e cittadini
Il cuore della questione riguarda la sopravvivenza delle attività imprenditoriali e commerciali, messe a dura prova da un clima che allontana i clienti e scoraggia gli investimenti. Ma oltre al fattore economico, c’è quello umano: il diritto dei cittadini a vivere una quotidianità fatta di socializzazione e relazioni, senza il timore di aggressioni o furti.
La richiesta di sicurezza è diventata una priorità assoluta. La palla passa ora alle istituzioni, chiamate a dare risposte che non siano solo di facciata, ma che si traducano in una presenza dello Stato tangibile e rassicurante in ogni angolo della città.




















