Emergenza acqua a Spezzano Albanese, il PRC “N. Converti” attacca: «Niente bluff sulla salute pubblica, pretendiamo chiarezza»

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SPEZZANO ALBANESE- Torna a farsi incandescente il dibattito politico e sociale a Spezzano Albanese sul tema della gestione idrica. Per la seconda volta nel giro di pochi mesi, la comunità locale si trova a fare i conti con un’improvvisa emergenza legata alla non potabilità dell’acqua. Una situazione definita gravissima dal Circolo di Rifondazione Comunista “N. Converti”, il quale contesta fermamente la tendenza a liquidare la questione come una mera formalità burocratica da archiviare con una semplice ordinanza sindacale.

Il nodo della trasparenza e il diritto all’informazione

Il nocciolo della protesta sollevata dal PRC risiede nella mancanza di comunicazioni tempestive e dettagliate da parte delle istituzioni locali. I cittadini, si legge nella nota del circolo, continuano a barcamenarsi nell’incertezza e nella preoccupazione, costretti ad accontentarsi di informazioni frammentarie ed essenziali.

«La trasparenza non è una cortesia che l’Amministrazione concede ai suoi amministrati – sottolineano i rappresentanti del circolo – ma un preciso dovere verso la comunità, un dovere espressamente sancito dalla legge». Di fronte al ripetersi del disservizio, la cittadinanza esige risposte definitive: comprendere le cause profonde del fenomeno e, soprattutto, conoscere quali interventi strutturali siano stati messi in campo per scongiurare nuove crisi idriche nel prossimo futuro.

Oltre il danno la beffa: i costi di un servizio non garantito

Accanto al problema prettamente sanitario, Rifondazione Comunista solleva una forte obiezione di natura economica. Viene giudicato inaccettabile il fatto che le famiglie di Spezzano Albanese siano chiamate a pagare a tariffa piena un servizio essenziale che, per il suo utilizzo principale (ovvero il consumo alimentare), non viene garantito secondo gli standard dovuti. Una discrepanza che richiede una forte assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione e misure di tutela concrete per mitigare le conseguenze economiche e logistiche che gravano quotidianamente sui nuclei familiari.

Le richieste: analisi pubbliche e investimenti sulla rete

A difesa dell’acqua come bene comune indisponibile alle logiche di mercato, il Circolo “N. Converti” chiede che venga fatta immediata e piena luce sull’intera vicenda. La richiesta formale all’ente comunale prevede la pubblicazione integrale di tutti gli atti amministrativi, i rapporti tecnici e i risultati delle analisi chimico-batteriologiche effettuate sulla rete idrica.

«Su una questione che tocca così da vicino la salute pubblica non c’è spazio per la propaganda o per i silenzi istituzionali. Servono verità, controlli rigorosi e investimenti urgenti per l’ammodernamento delle condotte. Difendere la trasparenza significa difendere la democrazia e su questo principio non faremo mai un passo indietro».

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