Emergenza Crati, il Capo della Protezione Civile a Sibari. Il sindaco Stasi: «Scusatevi con i calabresi»

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CORIGLIANO ROSSANO- Il fango non si è ancora asciugato tra le strade di Thurio, Ministalla e Contrada Foggia, ma la tensione istituzionale è tesa. Questa mattina, il Capo del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha visitato i luoghi devastati dalla furia del fiume Crati per fare il punto su un’emergenza che ha cancellato coltivazioni, allevamenti e strutture ricettive. Ad accompagnarlo nel sopralluogo il Presidente della Regione Roberto Occhiuto, il Prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano e i vertici delle forze dell’ordine, tra cui il Tenente Colonnello Marco Filippi.

Il vertice e il nodo dell’ecosistema

Dopo l’ispezione sul campo, il confronto si è spostato nella delegazione municipale di Sibari. Qui, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, pur apprezzando la presenza dello Stato, ha posto sul tavolo questioni tecniche e ambientali improcrastinabili. Oltre alla riparazione dei sette tratti già crollati, il primo cittadino ha lanciato l’allarme sull’intera tenuta arginale, definendola «di fatto a rischio crollo» e meritevole di interventi definitivi.

Un punto centrale per il sindaco riguarda il paradosso dei vincoli ambientali: esistono infatti tratti di argine non verificabili perché sottoposti a tutela integrale. Su questo delicato equilibrio tra sicurezza e ambiente, il Prefetto convocherà un tavolo tecnico specifico già nella giornata di martedì.

L’atto d’accusa sui social: «Fondi fermi dal 2021»

Se il vertice istituzionale ha mantenuto i toni della diplomazia, è sui social che il sindaco Stasi ha dato sfogo a tutta la rabbia della sua comunità. In un post pubblicato a margine dell’incontro, il primo cittadino ha descritto una devastazione che si è spinta fino a un chilometro di distanza dall’alveo, cancellando intere strade.

«Non possiamo non essere arrabbiati — ha scritto Stasi sui suoi profili social — chi non ha speso i soldi per il dissesto idrogeologico deve svegliarsi e assumersi le sue responsabilità. Servono immediatamente dei ristori».

Le cifre citate dal sindaco nel suo j’accuse digitale delineano un quadro di immobilismo che grida vendetta: otto milioni di euro già stanziati per il Crati per un lavoro che doveva terminare nel 2021 e che, nel 2026, non è ancora iniziato. A questi si aggiungerebbero altri 7 milioni dai Fondi di Coesione e una disponibilità complessiva di 500 milioni per il dissesto in Calabria che, secondo Stasi, non si sono tradotti in cantieri. «In cinque anni non è stato speso un euro. Chiedete scusa ai calabresi», è il perentorio invito rivolto agli organi competenti attraverso il web.

Interventi in somma urgenza

Mentre si attende che la macchina regionale e nazionale si metta in moto, il Comune di Corigliano-Rossano ha deciso di non aspettare. Il sindaco ha confermato che l’ente sta già intervenendo in somma urgenza anche su quei fronti arginali, alti dieci metri, che per “miracolo” hanno retto alla piena di venerdì scorso ma che restano fragili dopo anni di erosione della golena e segnalazioni rimaste inascoltate. La priorità resta una sola: mettere al sicuro la popolazione prima che la prossima perturbazione torni a far paura.

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