Emergenza Crati: la rete della solidarietà per Thurio e Foggia e la rabbia del sindaco Stasi

FLAVIO STASI
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CORIGLIANO ROSSANO- Emergenza Crati: La Chiesa, l’Ordine Costantiniano e le Associazioni in Prima Linea per le famiglie colpite. Dopo la paura e la devastazione, è il momento della solidarietà. L’alluvione del fiume Crati, che ha sommerso le contrade di Thurio, Ministalla e Foggia, ha lasciato dietro di sé danni ingenti alle abitazioni e alle attività agricole. Ma le comunità colpite non sono sole. Una vera e propria mobilitazione generale si è attivata in queste ore, guidata dalla Chiesa locale, dagli ordini cavallereschi, dalle associazioni e dai cittadini volontari, per portare aiuto concreto e speranza a chi ha perso quasi tutto.  Esplode anche  la rabbia istituzionale. Al fango che ha invaso case e terreni agricoli fa da contrappeso l’indignazione per le mancate risposte preventive che il territorio attende da anni. A dare voce all’esasperazione di una comunità intera è il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che non usa mezzi termini per denunciare attraverso i social  l’immobilismo degli enti preposti alla tutela idrogeologica del territorio. Il primo cittadino ha chiarito fin da subito le ragioni delle misure d’emergenza adottate nelle scorse ore: “Ho chiuso la scuola ad Apollinara, per prudenza”. Dietro questa decisione c’è un quadro infrastrutturale drammatico. “Ci sono argini crollati e situazioni segnalate 1, 10, 100 volte ma senza risposta”, denuncia apertamente Stasi. L’Amministrazione comunale è attualmente schierata in prima linea per tamponare i danni: “Ora noi stiamo intervenendo per ripristinare e mettere in sicurezza come Protezione Civile, perché il Comune può intervenire solo in questi casi”. Ma il vero j’accuse del sindaco è rivolto alla gestione commissariale e ai ritardi storici nella spesa dei fondi pubblici per la messa in sicurezza del bacino del Crati. Un attacco frontale e durissimo: “Poi arriverà il momento in cui chi ha dormito per 8 anni, chi non ha speso 500 milioni di euro nonostante i poteri speciali, deve tornare sulla terra, anzi, nel fango che ha inondato la pianura”. Se le istituzioni territoriali si preparano a una inevitabile resa dei conti politica e amministrativa, la società civile, le parrocchie e l’associazionismo si rimboccano le maniche. Un’imponente mobilitazione sta prendendo forma in queste ore per non lasciare sole le famiglie sfollate. Sui social viaggia a ritmi serrati l’iniziativa cittadina “SOS Emergenza Crati”, che ha organizzato un hub di raccolta di beni di prima necessità presso la Chiesa San Paolo in zona San Nicola. Le richieste dei volontari sono mirate al ripristino immediato: servono prodotti per l’igiene, ma soprattutto attrezzature per liberare le case: scope, stracci, detersivi, secchi, guanti, carriole e sacchi grandi per i detriti. Fondamentale in questa fase è il supporto spirituale e materiale della Diocesi di Rossano-Cariati, che ha espresso profonda vicinanza alle comunità allagate. In prima linea c’è l’Azione Cattolica Italiana diocesana, che si è subito attivata per collaborare alla raccolta straordinaria dei materiali necessari. L’associazione sta mobilitando soci, educatori, giovani e famiglie.  A rafforzare questa preziosa rete di aiuti c’è il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, con in prima linea il referente locale Antonio Coiro. Fedele alla sua secolare vocazione ospedaliera e caritativa, la delegazione calabrese si è prontamente schierata al fianco delle comunità del Crati. Cavalieri e Dame dell’Ordine stanno contribuendo attivamente alle operazioni di soccorso e alle raccolte solidali, portando aiuti materiali diretti e conforto alle famiglie che hanno perso tutto.

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