Emergenza Sanità in Calabria: 600mila cittadini rinunciano alle cure, boom di prestiti per pagare i medici

Immagine non reale- creata con AI

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CALABRIA- Un quadro clinico ed economico da “codice rosso”. È quello che emerge dagli ultimi dati diffusi all’inizio del 2026 dall’indagine mUp Research per Facile.it, che fotografa una Calabria stretta nella morsa tra disservizi pubblici e povertà. Se a livello nazionale l’associazione Codici parla di un “campanello d’allarme drammatico” con 13,6 milioni di italiani che rinunciano alle prestazioni sanitarie, nella punta dello Stivale i numeri assumono i contorni di una vera crisi sociale.

I numeri del baratro: rinunce e indebitamento

In Calabria sono circa 600.000 i pazienti che, nell’ultimo periodo, hanno dovuto alzare bandiera bianca, rinunciando a visite specialistiche, esami o interventi chirurgici. Le cause sono ormai croniche: liste d’attesa infinite nel settore pubblico (con medie nazionali che sfiorano i 90 giorni) e costi proibitivi nel privato, dove una singola prestazione arriva a costare mediamente 325 euro.

Chi non rinuncia, spesso finisce per indebitarsi. La Calabria è tra le regioni italiane dove si ricorre con più frequenza ai finanziamenti per motivi di salute: quasi 95.000 calabresi hanno dovuto accendere un prestito personale per poter accedere a cure altrimenti negate dal sistema pubblico.

Salute vs Sostenibilità: il bivio della povertà

Il dato sanitario si scontra violentemente con quello economico. Nel 2024, la Calabria ha registrato un tasso di povertà relativa del 23,5%, una cifra che è più del doppio rispetto alla media nazionale (10,9%). “Siamo di fronte a storie di padri e figli che devono scegliere tra salute e sopravvivenza economica”, dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici. “Questi non sono numeri, sono persone che si indebitano pur di curarsi”.

L’affondo di Codici: “Diritto alla salute calpestato”

L’associazione Codici punta il dito contro l’inaccettabilità di una situazione che viola il diritto costituzionale alla salute. “È urgente intervenire sul piano organizzativo ed economico”, afferma Manfredi Zammataro della Segreteria Nazionale di Codici. “Nessuno deve più essere costretto a scegliere tra curarsi e finire nel baratro del sovraindebitamento. La nostra associazione è impegnata non solo contro la malasanità, ma anche nel fornire assistenza a chi viene aggredito dai debiti per necessità mediche”.

In un contesto dove solo il 23% degli italiani dispone di una copertura assicurativa privata, la Calabria appare come l’anello debole di una catena che rischia di spezzarsi, lasciando migliaia di cittadini senza tutele e con il peso di debiti contratti per quello che dovrebbe essere un servizio garantito dallo Stato.

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