Enel Corigliano-Rossano, esplode la tensione: sospeso un vigilante

un momento della protesta

Protesta davanti ai cancelli di contrada Cutura. Ferrone (CGIL): “Dopo l’abbandono del progetto a idrogeno, serve un tavolo urgente. Il territorio ha diritto di sapere cosa ne sarà del sito Enel”

CORIGLIANO-ROSSANO – Mattinata di tensione davanti ai cancelli della centrale Enel di contrada Cutura, dove si è svolta una protesta spontanea dopo la sospensione improvvisa di un lavoratore della ditta Cosmopol, che gestisce il servizio di vigilanza e portierato.
La CGIL Pollino Sibaritide Tirreno, attraverso il segretario comprensoriale Andrea Ferrone, ha espresso “piena solidarietà alla UIL e al lavoratore colpito da un provvedimento tanto inatteso quanto indecente

“Solo la punta dell’iceberg”

“Quello di oggi – spiega Ferrone – è soltanto l’inizio di una crisi più ampia. Come ha ricordato anche il sindaco, è la famosa punta dell’iceberg. Siamo alla vigilia del completo abbandono del sito da parte del nuovo management di Enel e dell’amministratore delegato Cattaneo”.

Il segretario CGIL ricorda come, tre anni fa, lo stesso vertice Enel abbia cancellato il progetto di riconversione a idrogeno che il sindacato e le istituzioni locali avevano costruito “in due anni di lavoro per offrire un futuro all’impianto e all’intera area industriale”.

“Oggi i frutti di quella scelta – aggiunge Ferrone – sono sotto gli occhi di tutti: precarietà, incertezza e nessuna prospettiva per i cinquanta lavoratori che ancora operano nel sito”.

“Il territorio non può restare all’oscuro”

La CGIL sottolinea che il sito Enel di Corigliano-Rossano si trova nel cuore della terza città della Calabria, ma “ad oggi la popolazione non ha il diritto di sapere neppure se l’Enel procederà con una bonifica o se quell’area rimarrà una cattedrale abbandonata nel mezzo della città”.

Appello alla Regione e al Governo

Ferrone coglie l’occasione per augurare buon lavoro al presidente Occhiuto e all’assessore Straface, appena insediati nella nuova giunta regionale, ma chiede un passo immediato:
“È arrivato il momento di chiamare Enel alle proprie responsabilità e di aprire un tavolo di confronto con Governo, Regione e sindacati confederali. La politica si attivi subito: il sindacato, come sempre, è pronto a fare la sua parte”.

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