CORIGLIANO ROSSANO- Si è tenuto il 27 agosto, presso i locali dell’ex centrale Enel di Rossano, il previsto incontro d’aggiornamento tra i vertici locali, regionali e nazionali della multinazionale dell’energia e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria: Andrea Ferrone (segretario generale Cgil), Giuseppe Delorenzo (segretario generale Fillea Cgil), Michele Sapia (segretario generale Cisl) e Luciano Campilongo (segretario Uil).
Il vertice si è svolto a seguito delle accese proteste di fine luglio, quando due lavoratori addetti alle pulizie si erano incatenati ai cancelli del sito per denunciare i paventati tagli alle ore lavorative. Nel corso del confronto, svoltosi in un clima disteso e di condivisione, Enel ha ufficialmente comunicato che fino alla fine dell’anno non ci saranno tagli al personale delle pulizie, né ad altre maestranze dell’indotto o dei cantieri.
La tranquillità registrata nel breve periodo è tuttavia destinata a scontrarsi con uno scenario più complesso a partire dalla primavera del 2027. Con il completamento di alcune lavorazioni, l’azienda ha infatti prospettato una sensibile riduzione del personale cantieristico, con inevitabili ripercussioni a cascata anche sui dipendenti dei servizi, considerati da Enel “ancillari” rispetto al processo di dismissione della centrale attivo da anni.
Sul fronte delle opere in corso nel sito, la multinazionale ha tracciato una panoramica sullo stato dei lavori: l’abbattimento della prima delle storiche ciminiere si concluderà entro aprile 2027, mentre per l’autunno è previsto l’avvio di un nuovo progetto che interesserà l’area dei vecchi serbatoi di olio combustibile.
Se l’incontro ha fatto registrare un segnale positivo sul piano delle relazioni sindacali, resta altissimo l’allarme sociale sul futuro occupazionale dell’area. Pesa, in particolare, la mancata prosecuzione del percorso avviato a dicembre 2025 durante il confronto con il sindaco di Corigliano-Rossano, che aveva ampliato la discussione all’idea del lungomare unico e, più in generale, alla riconversione dell’intero sito dismesso dopo il fallimento dei precedenti progetti (tra cui quello legato all’idrogeno di tre anni fa).
Per questa ragione, Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito con forza l’urgenza di un coinvolgimento diretto delle istituzioni. Il sindacato unitario si farà promotore della richiesta di un tavolo di concertazione urgente presso la Regione Calabria, la Prefettura e il Comune, da convocare insieme ad Enel. L’obiettivo primario è tutelare i circa 50 lavoratori storici ancora impiegati nel sito e delineare prospettive occupazionali concrete.
«Il sindacato unitario non lascerà indietro nessuno», sottolineano i rappresentanti delle sigle sindacali, confermando la convinzione che vi siano ancora i margini per aprire un confronto sul futuro strategico di un’area che ha segnato in modo profondo lo sviluppo e l’occupazione del territorio.

























