CORIGLIANO-ROSSANO — Cresce la tensione e il malcontento nella contrada Fabrizio Grande. Attraverso una nota redatta dal portavoce Giuseppe Cimino, il Comitato Spontaneo dei Cittadini denuncia una condizione di grave ed effettivo isolamento, puntando il dito contro l’indifferenza e l’inerzia mostrata dagli organi competenti e dalla rappresentanza politica.
(Nota di trasparenza redazionale: le posizioni, le ricostruzioni e i giudizi riportati nel presente articolo sono direttamente riconducibili al punto di vista espresso dal Comitato Cittadino di C.da Fabrizio Grande all’interno del proprio comunicato stampa ufficiale).
Le ragioni del disagio
La vicenda ha inizio con l’improvvisa soppressione della fermata del Trasporto Pubblico Locale (TPL) posizionata sulla Strada Statale 106r. Una decisione motivata ufficialmente da presunte «esigenze di sicurezza stradale», ma che nei fatti — evidenzia la nota del Comitato — ha privato la contrada di un servizio essenziale.
A subire i disagi maggiori sono soprattutto le fasce più fragili della comunità: anziani privi di mezzi propri che non riescono più a raggiungere presidi sanitari e uffici postali, studenti minorenni e lavoratori pendolari. Per fruire del trasporto pubblico, i residenti sono attualmente costretti a percorrere a piedi circa 1,2 chilometri per raggiungere la fermata più vicina.
La proposta inascoltata di via Madrid
Di fronte al problema, la comunità si era già mossa autonomamente. Nel corso di un’assemblea pubblica svolta il 5 maggio 2026, i residenti avevano individuato all’unanimità un sito alternativo idoneo e sicuro in via Madrid, nelle immediate vicinanze della fermata soppressa.
A seguito di una raccolta di adesioni, il 13 maggio 2026 il Comitato ha formalmente protocollato una richiesta indirizzata agli enti preposti sollicitando due interventi precisi:
- L’avvio immediato dell’istruttoria per l’inserimento della nuova fermata di via Madrid nel Piano di Trasporto Locale e nel Programma di Esercizio;
- La convocazione di un tavolo tecnico congiunto presso il Comune di Corigliano-Rossano con la partecipazione dell’Ufficio Tecnico, della Polizia Locale, dell’Azienda TPL e di una delegazione dei cittadini.
Pronti alla mobilitazione
Nonostante le istanze formali presentate, il Comitato denuncia la totale assenza di risposte istituzionali, lamentando che ad oggi le uniche comunicazioni siano giunte solo in via ufficiosa o tramite i social media.
Prendendo atto del silenzio delle autorità, i residenti si dicono pronti a difendere il proprio diritto alla mobilità scendendo in strada ed organizzando manifestazioni di protesta democratica. La mobilitazione — avverte infine il portavoce Giuseppe Cimino — continuerà ad oltranza finché non si otterrà il ripristino della fermata e una risposta chiara dalle istituzioni.


























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