COSENZA – Questa mattina, presso la Prefettura di Cosenza, sono stati sottoscritti due protocolli di legalità relativi ai lotti di lavori per la costruzione della variante della S.S. 106 “Jonica”. L’opera collegherà il viadotto sul torrente Coserie nel territorio di Corigliano Rossano con l’innesto sulla S.S. 534 nel territorio di Cassano allo Ionio, rappresentando un intervento strategico per lo sviluppo infrastrutturale dell’area ionica.
Un progetto strategico per il rilancio del territorio
Il progetto rientra tra gli interventi infrastrutturali destinati a rilanciare l’area ionica, creando un sistema integrato di collegamenti tra le direttrici adriatica, ionica e tirrenica. Inserito nel programma delle “infrastrutture e insediamenti prioritari” della delibera CIPE n. 121 del 2001, è sottoposto a specifiche procedure di monitoraggio antimafia.
Le firme e i protagonisti
Alla sottoscrizione hanno preso parte il Prefetto Rosa Maria Padovano, il Responsabile della Security ANAS Roberto Piccinini, il Commissario Straordinario della SS 106 “Jonica” Luigi Mupo, il Direttore dell’Ispettorato territoriale del lavoro Massimiliano Mura e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali: Simone Celebre e Giuseppe De Lorenzo (CGIL), Christian Demasi (CISL) e Giacomo Maccarone (UIL). Presenti anche i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine.
Controlli e monitoraggio
I protocolli prevedono un disciplinare che consente di verificare preventivamente il programma di esecuzione dei lavori e monitorare tutte le fasi di realizzazione. È stato istituito un flusso di informazioni per alimentare una banca dati web, utile a tracciare non solo i soggetti coinvolti, ma anche i flussi finanziari, le condizioni di sicurezza dei cantieri e il rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori.
La sfida della Sibaritide
L’intervento si colloca in un territorio complesso come la Sibaritide, caratterizzato da tensioni sociali legate alle vertenze occupazionali, dalla presenza di immigrati e fenomeni di sfruttamento della manodopera, oltre che dalla pervasività della criminalità organizzata. Proprio per questo, i protocolli di legalità assumono un valore cruciale per garantire trasparenza e sicurezza.
L’esperienza del 3° Megalotto
Misure analoghe erano già state adottate per il 3° Megalotto della SS 106, sempre nella Sibaritide, con risultati significativi: non si sono registrati nuovi episodi delittuosi rilevanti e si è consolidata una percezione di sicurezza tra gli operatori economici.
La cabina di regia
I protocolli prevedono anche l’istituzione di una Cabina di regia, luogo di confronto tra istituzioni, imprese e parti sociali, per affrontare eventuali criticità che possano incidere sulla regolarità e sulla tempistica dei lavori. Non si esclude che la cabina possa operare unitariamente, abbracciando sia la variante che il 3° Megalotto, rafforzando così il presidio di legalità sul Medio-Alto Ionio cosentino.


























