Fondi bloccati e ruolo dei Comuni: la ricetta di Flavio Stasi alla Festa Regionale dell’Unità

LAMEZIA TERME- Un’analisi nitida sulle criticità della programmazione e una proposta concreta per il “dopo PNRR”: trasformare la straordinaria prova di efficienza offerta dai Comuni italiani in un modello permanente per sbloccare le risorse ferme da anni nei pantani burocratici della burocrazia regionale e nazionale. È questo il cuore del messaggio lanciato dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, durante il suo intervento alla Festa Regionale dell’Unità del Partito Democratico, tenutasi a Lamezia Terme, all’interno di un dibattito dedicato agli enti locali, al PNRR e all’autonomia differenziata insieme ad amministratori e rappresentanti politici.

Al centro del ragionamento di Stasi vi è il ritardo che continua ad accumularsi sulla programmazione ordinaria, a partire dai fondi di coesione, mentre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha costretto i Comuni a un’accelerazione senza precedenti. Il primo cittadino ha sottolineato come la spesa in conto capitale degli enti locali sia più che raddoppiata tra il 2019 e il 2025, dimostrando nei fatti la capacità delle amministrazioni cittadine di trasformare i finanziamenti in cantieri e opere pubbliche.

«La proposta non è chiedere maggiori trasferimenti ai Comuni. È utilizzare bene e rapidamente i fondi che già esistono», ha dichiarato il sindaco Stasi. «Il PNRR ha dimostrato che, affidando ai Comuni risorse, obiettivi, scadenze e responsabilità precise, gli enti locali sono in grado di realizzare una mole straordinaria di investimenti».

Particolarmente critico il passaggio dedicato al contrasto del dissesto idrogeologico e alle infrastrutture primarie in Calabria, dove le gestioni commissariali si sono spesso impantanate in tempi biblici. Stasi ha ricordato come sul fronte della prevenzione ambientale vi siano circa 505 milioni di euro fermi da anni, mentre sul tema delle bonifiche e delle reti idriche l’Italia continua ad accumulare infrazioni e ritardi ultradecennali.

L’esempio portante di questa distanza tra la capacità attuativa comunale e i ritardi dei livelli sovraordinati riguarda l’Agenda Urbana: «In Calabria questi anni sono stati caratterizzati da fortissimi ritardi nell’attuazione della programmazione regionale», ha ribadito Stasi. «L’esempio di Agenda Urbana, che riguarda i maggiori poli urbani della regione, è emblematico, con le convenzioni per gli interventi firmati con 4 anni di ritardo e con le interlocuzioni rispetto alle strategie ed ai fondi 2021-2027 che, a fine 2026, non sono nemmeno iniziate».

La soluzione avanzata dal primo cittadino punta dunque a valorizzare le competenze maturate dagli uffici tecnici municipali negli ultimi anni per applicarle direttamente alla gestione delle emergenze storiche del territorio.

«Il PNRR ha rappresentato una straordinaria palestra amministrativa per i Comuni italiani. Il “dopo PNRR” dovrebbe partire proprio da questa esperienza: affidare ai territori anche le risorse che da troppo tempo non riescono a trasformarsi in opere, mantenendo controlli rigorosi, obiettivi verificabili, cronoprogrammi stringenti e responsabilità precise».

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