Franco Emilio Carlino cala il “pokerissimo”: per la quinta volta tra i vincitori di Historica Edizioni

Franco Emilio Carlino

CORIGLIANO-ROSSANO – È un riconoscimento che ormai profuma di tradizione, quasi quanto quelle che ama raccontare. Per la quinta volta consecutiva, la penna di Franco Emilio Carlino conquista la giuria del concorso letterario nazionale indetto da Historica Edizioni. Il suo nuovo racconto, intitolato “La voglia di ritrovarsi…” , è stato selezionato tra i vincitori dell’edizione 2025 del bando “Storie e Leggende di Natale” e inserito nel prestigioso volume antologico che raccoglie le migliori voci della narrativa breve italiana.

Il testo di Carlino trova spazio nel Volume 1 dell’opera (che raccoglie gli autori in ordine alfabetico dalla A alla D) , specificamente alle pagine 167-171. L’antologia, che sarà presentata e distribuita in occasione della fiera nazionale della piccola e media editoria “Più libri più liberi” di Roma a dicembre , rappresenta una vetrina di rilievo per lo scrittore, già Socio Corrispondente dell’Accademia Cosentina, Socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e Componente del Comitato Scientifico dell’Università Popolare di Rossano.

Un tuffo nel Natale del 1973 Con “La voglia di ritrovarsi…”, Carlino ci accompagna in un viaggio della memoria, riportando il lettore alle atmosfere di Mandatoriccio. La narrazione è ambientata nel Natale del 1973 , un anno segnato dal ritorno a casa di Emilio, fresco di congedo militare. Attraverso una prosa evocativa, l’autore dipinge un affresco familiare intimo, dove il “ritrovarsi” non è solo fisico, ma spirituale. Al centro della scena c’è la famiglia riunita attorno a papà Edoardo – che proprio in quei giorni festeggiava i cinquant’anni – e a mamma Francesca, vera custode delle tradizioni culinarie. Il racconto è un tripudio di sensi: dal profumo dei manícuatti e crústuli, al calore del camino, fino alla riscoperta di quella lentezza e di quell’ascolto che spesso la vita moderna cancella.

Il valore della memoria La forza della scrittura di Carlino risiede nella capacità di trasformare un ricordo personale in un sentimento universale. Come si legge nella sinossi dell’antologia, i racconti selezionati offrono “uno sguardo intimo su quei momenti quotidiani che… sembrano trasformarsi come per magia”. Carlino fa esattamente questo: ferma il tempo, celebrando la bellezza delle radici e la serenità di una tavola imbandita dove “bastava esserci”.

Questa quinta affermazione consecutiva non è solo un premio alla costanza, ma la conferma della qualità di una ricerca narrativa che, attingendo al passato, riesce ancora a emozionare il presente.

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