CATANZARO – Si chiude con una significativa riforma della sentenza il secondo grado di giudizio per B.L., 39enne di Corigliano Rossano, accusato di furto aggravato in abitazione. La Corte d’Appello di Catanzaro (seconda sezione penale) ha parzialmente ribaltato il verdetto emesso dal Tribunale monocratico di Castrovillari l’11 settembre 2024, concedendo all’imputato i benefici di legge che gli consentiranno di evitare la detenzione.
La vicenda e la condanna in primo grado
I fatti contestati risalivano a un episodio di furto consumato ai danni di un privato cittadino. Secondo l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura, l’uomo si sarebbe introdotto sul balcone di pertinenza della vittima — luogo equiparato a privata dimora — per impossessarsi di alcuni beni mobili. In primo grado, il giudice del Tribunale di Castrovillari aveva inflitto una condanna severa: un anno e dieci mesi di reclusione, negando espressamente il beneficio della sospensione condizionale della pena. Una decisione che avrebbe aperto per il 39enne le porte del carcere o l’accesso a misure alternative.
Il ricorso e la decisione dei Giudici
Contro la sentenza di primo grado ha presentato ricorso il difensore di fiducia, l’avvocato penalista Giuseppe Vena. Attraverso un articolato atto d’appello, il legale ha sollevato questioni di diritto e di merito, contestando la proporzionalità della sanzione e la mancata concessione delle attenuanti e dei benefici previsti dal codice.
Le tesi difensive hanno trovato accoglimento presso il collegio giudicante della Corte d’Appello di Catanzaro. I giudici di secondo grado hanno infatti rideterminato la pena, riducendola a un anno e quattro mesi di reclusione. L’aspetto più rilevante della sentenza riguarda però la concessione della sospensione condizionale della pena: grazie a questa riforma, l’imputato non dovrà scontare la condanna in regime di detenzione.
L’accoglimento del ricorso chiude così una complessa vicenda processuale che vedeva il 39enne rossanese a serio rischio di carcerazione, restituendo alla difesa un risultato che ribalta l’indirizzo molto più rigido adottato dai giudici di primo grado.


























