Il bilancio trionfale di Vinitaly and the City

CASSANO ALL’IONIO/SIBARI- Le luci che si sono spente ieri sera sul Parco Archeologico di Sibari illuminano in realtà il futuro di un intero comparto. Dal 17 a domenica 19 luglio, la terza edizione calabrese di “Vinitaly and the City” ha offerto uno spettacolo d’eccezione in cui il vino, la storia della Magna Grecia e le grandi geometrie dell’agroalimentare hanno dialogato alla pari con i mercati mondiali. Più che un salone espositivo, il fine settimana della Sibaritide è stato un concentrato di orgoglio e maturità imprenditoriale, la certezza tangibile che la Calabria ha trovato la chiave d’accesso per raccontare al mondo la sua straordinaria unicità. Se tre edizioni consecutive rappresentano la prova del nove, il successo di “Vinitaly and the City” a Sibari certifica che il Rinascimento del vino calabrese è una realtà consolidata. Il prestigioso fuori salone del vino italiano, nato dalla sinergia strategica tra Veronafiere e la Regione Calabria, ha spento i riflettori nel Parco Archeologico di Sibari confermandosi come il centro della cultura enoica contemporanea del Mezzogiorno. I numeri di questa edizione 2026 fotografano un successo di dimensioni imponenti: 112 postazioni espositive per oltre 150 aziende totali, tra cui 107 eccellenze prettamente calabresi divise tra i comparti del vino e degli spirits, capaci di mettere in mostra una costellazione di duemila etichette arricchita da folte delegazioni nazionali e internazionali. Un traguardo economico tangibile che ha generato ricadute immediate sul territorio, registrando il sold out completo delle strutture ricettive del comprensorio con una settimana d’anticipo.

L’inaugurazione ha subito esplicitato la forte credibilità istituzionale del brand Calabria, attirando le massime cariche del governo e delle organizzazioni professionali. I ministri Francesco Lollobrigida (Agricoltura) e Alessandro Giuli (Cultura), accanto al Presidente Roberto Occhiuto, hanno partecipato a momenti di autentico confronto strategico. Se Lollobrigida ha ribadito la centralità del comparto agroalimentare elevandolo a vera e propria “questione nazionale”, il ministro Giuli ha acceso i riflettori su una Calabria finalmente accogliente e competitiva, capace di trasformare la propria ricchezza storica in un veicolo di attrazione internazionale. A coordinare la complessa macchina organizzativa è stata Fulvia Caligiuri, direttrice generale di ARSAC, motore operativo della kermesse, che ha rivendicato con orgoglio la crescita esponenziale di una rassegna nata solo nel 2024 e già inserita tra le manifestazioni formalmente riconosciute dal Ministero delle Politiche Agricole.

La scelta di Sibari, d’altronde, possiede una valenza profonda: l’antica Sybaris, culla della Magna Grecia fondata nell’VIII secolo a.C., era il fulcro del lusso e del commercio nel Mediterraneo. Un’eredità storica che oggi dialoga perfettamente con l’agroalimentare d’eccellenza, dove i grandi vini autoctoni camminano di pari passo con l’olio extravergine d’oliva, la liquirizia, il bergamotto, il cedro e il peperoncino. Anche il sindaco di Cassano, Gianpaolo Iacobini, ha rimarcato come cultura e vino viaggino sulla stessa lunghezza d’onda, sancendo la rinascita di un territorio che ha saputo gettarsi alle spalle le recenti difficoltà legate al maltempo.

L’evento ha guardato con decisione oltre i confini nazionali grazie a un modello strutturato di incontri B2B e profilazione commerciale, che ha permesso alle cantine calabresi di stringere accordi strategici con buyer arrivati da mercati cruciali come Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Polonia e Brasile. Tra le tappe più significative della kermesse spicca il monito del Maestro Iginio Massari, icona della pasticceria italiana. Massari, cittadino onorario del borgo calabrese di Aieta, ha elogiato la straordinaria biodiversità della regione pur lanciando una sfida aperta all’orgoglio locale: “Gli investimenti delle istituzioni sono tanti, ma sono i calabresi che devono credere nella Calabria fino in fondo, sostenendo e promuovendo le proprie produzioni quotidianamente”.

L’atto conclusivo della domenica sera ha vissuto una doppia emozione. Da un lato la grande condivisione popolare nell’area maxischermo allestita per seguire la finale del campionato mondiale di calcio; dall’altro, sul Palco Centrale, la presentazione ufficiale del secondo atteso cortometraggio cinematografico realizzato per ARSAC, intitolato “Dove tutto è cominciato #2”. Girato tra i vigneti storici del crotonese, tra Cirò e Melissa, e interpretato dalla potente presenza scenica dell’attrice Annalisa Insardà, il corto è stato introdotto dall’assessore Gianluca Gallo insieme a Lenin Montesanto. Un’opera densa di significato, definita dallo stesso Gallo non come un semplice spot, ma come un risveglio alla meraviglia e un appello alla consapevolezza identitaria. Sibari spegne le luci, ma lascia l’immagine di una Calabria fiera, consapevole e finalmente pronta a prendersi la scena globale.

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