TARSIA- La furia del fiume Crati non risparmia il comune di Tarsia. Dopo aver messo in ginocchio le contrade di Corigliano-Rossano, l’ondata di maltempo che sta flagellando la provincia di Cosenza ha colpito duramente la località Ferramonti. In questa zona, il fiume è esondato travolgendo argini ormai precari e invadendo ettari di terreni agricoli, strutture produttive e civili abitazioni.
Lo scenario in località Ferramonti è critico: l’acqua ha sommerso campi coltivati, piccole aziende agricole e persino un imponente parco di pannelli solari. Sul posto è incessante il lavoro dei Carabinieri e degli operai della Protezione Civile, affiancati da numerosi cittadini che, con stivali e fango fino alle ginocchia, stanno cercando di far defluire l’acqua per trarre in salvo gli animali rimasti intrappolati nelle stalle e nei recinti.

Il messaggio di Don Cosimo Galizia: “La Chiesa è casa vostra”
In questo clima di grande apprensione, è giunta la voce carica di umanità del parroco di Tarsia, Don Cosimo Galizia. Attraverso un comunicato ufficiale alla comunità, il sacerdote ha espresso la più sincera solidarietà alle famiglie colpite, definendo le ferite di chi ha visto la propria casa invasa dall’acqua come ferite che toccano l’intera collettività.

Don Cosimo ha lanciato un appello alla carità cristiana concreta, invitando i cittadini di Tarsia ad aprire le proprie porte a chi è in difficoltà. Soprattutto, il parroco ha annunciato che la chiesa parrocchiale e i suoi locali sono da subito disponibili per accogliere e offrire riparo a chiunque abbia dovuto abbandonare la propria abitazione a causa della piena.
Il monito: “Prevenzione rimasta sulla carta”
Tuttavia, il messaggio di Don Cosimo non si ferma alla sola solidarietà. Il parroco ha condiviso una riflessione amara, ricordando il suo precedente ministero a Thurio, zona anch’essa ciclicamente devastata dalle piene. “In passato avevo rivolto appelli accorati e avanzato proposte concrete affinché si intervenisse con decisione per prevenire simili tragedie”, ha dichiarato con fermezza. “Quegli appelli sono rimasti inascoltati e oggi ne paghiamo ancora le conseguenze”.
Secondo il sacerdote, sebbene non sia il tempo delle polemiche, è necessario un “serio e definitivo cambio di rotta”. La tutela del territorio e la sicurezza delle persone devono diventare una priorità assoluta, prima che ogni altra considerazione politica o economica. “La vita umana viene prima di tutto”, ha ribadito Don Cosimo, affidando la terra e le famiglie alla protezione della Vergine Maria in queste ore di prova.

La comunità di Tarsia, pur ferita, si stringe intorno ai suoi cittadini più colpiti, in attesa che la piena del Crati conceda finalmente tregua e che le istituzioni rispondano, una volta per tutte, all’urgenza della messa in sicurezza degli argini.






















