CORIGLIANO ROSSANO- Il prossimo 16 e 17 maggio, la storia torna a farsi viva tra le mura dei manieri più belli d’Italia con la ventisettesima edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli. L’iniziativa, promossa dall’Istituto Italiano dei Castelli sotto l’alto patrocinio del Ministero della Cultura, vede per questa edizione la Calabria protagonista attraverso il suo gioiello più splendente: il Castello Ducale di Corigliano, riconosciuto come Monumento Nazionale sin dal 1927.
Definito spesso come uno dei castelli più belli e meglio conservati dell’intero Mezzogiorno, il maniero di Corigliano non è solo una fortezza, ma un racconto di pietra che attraversa i secoli. Il suo valore risiede nella straordinaria stratificazione architettonica che fonde la severità delle torri difensive con la raffinatezza degli interni nobiliari. Visitare il Castello significa immergersi in un’atmosfera d’altri tempi, tra il sontuoso Salone degli Specchi, i soffitti affrescati e le cucine ottocentesche, il tutto incastonato in una posizione panoramica che domina l’intera piana di Sibari.
In occasione di questo evento nazionale, il Castello Ducale aprirà le proprie porte al pubblico con un programma dedicato alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio. Le visite guidate saranno gratuite e si terranno esclusivamente in due turni giornalieri: alle ore 10:00 e alle ore 15:00. Per garantire la migliore fruizione dell’esperienza e una corretta gestione dei gruppi, la prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata contattando il numero 0983.81635.
Il weekend non sarà dedicato solo alle visite guidate, ma anche all’approfondimento scientifico. Sabato 16 maggio, alle ore 16:30, è prevista la presentazione del volume “In Calabria. Studi, Restauri e Valorizzazione: quale futuro?”, curato dalla professoressa Francesca Martorano dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L’incontro, aperto a tutti, vedrà la partecipazione del sindaco Flavio Stasi, della direttrice del Castello Agata Febbraro e dei rappresentanti dell’Istituto Italiano dei Castelli, Domenico Zerbi e Vittorio Pasquale. Un’occasione preziosa per riflettere non solo sulla bellezza estetica del maniero, ma anche sulle strategie necessarie per preservare e rilanciare questo immenso patrimonio culturale per le generazioni future.
























