CORIGLIANO ROSSANO- L’inchiesta sulla gestione della campagna vaccinale nell’area urbana di Rossano si arricchisce di un nuovo, pesante capitolo giudiziario. L’Associazione Socio-Culturale “Tutela per la Libertà”, con sede a Corigliano-Rossano, ha depositato presso la Procura della Repubblica di Castrovillari un articolato esposto-denuncia che ipotizza irregolarità sistemiche avvenute all’interno dell’ex Hub vaccinale di viale Luca De Rosis.
La struttura, allestita in piena emergenza sanitaria per fronteggiare la pandemia da Covid-19, finisce nuovamente sotto la lente d’ingrandimento della magistratura per presunte condotte che i denuncianti ritengono contrarie alla legge. Il documento, firmato dall’avvocato Domenico Sommario, punta il dito su quella che viene definita una “falsificazione delle ricevute di somministrazione” dei numeri di lotto. Secondo la tesi difensiva, suffragata dalle segnalazioni di numerosi cittadini residenti sul territorio, esisterebbe una discrepanza tra i codici dei lotti consegnati al momento dell’inoculazione e quelli successivamente registrati nei fascicoli sanitari. Un sospetto che, tuttavia, si scontra con il silenzio delle istituzioni: l’Asp di Cosenza, nonostante le formali richieste di accesso agli atti presentate dai vaccinati per verificare la congruenza dei dati, non avrebbe mai accolto le istanze. Tale condotta ha spinto i legali a ipotizzare i reati di sottrazione o distruzione di atti rilevanti, che avrebbero di fatto impedito ai cittadini di ottenere trasparenza sulla tracciabilità dei farmaci.
L’ipotesi avanzata nell’esposto è che l’alterazione dei codici o l’impossibilità di accedervi servisse a mascherare la somministrazione di vaccini oltre le canoniche sei ore dall’apertura del flaconcino, configurando il rischio di aver ricevuto dosi scadute. Oltre alla questione dei lotti, la querela solleva dubbi sulla validità dei consensi informati. Viene infatti segnalato che, in violazione della legge 219 del 2017, la sottoscrizione dei documenti sarebbe stata gestita in alcuni casi da personale infermieristico anziché dai medici vaccinatori. All’esposto è stato inoltre allegato un elenco di cittadini che dichiarano di aver riportato danni invalidanti e il riferimento al decesso della signora Maria Graziella Guido, casi per i quali si richiede di verificare l’eventuale nesso di causalità con le procedure adottate nell’hub rossanese. Il quadro giudiziario resta estremamente fluido. Si è infatti in attesa che il Giudice per le indagini preliminari sciolga la riserva in merito all’opposizione alla richiesta di archiviazione, già accolta in prima istanza, avanzata dal Pubblico Ministero titolare del fascicolo originario. A tale istanza di chiusura si sono fermamente opposti i legali dello studio Sommario per conto di G.C., il 53enne di Rossano che per primo aveva denunciato le anomalie.
La Procura di Castrovillari dovrà ora valutare se i nuovi elementi forniti, che ipotizzano reati che vanno dal falso in atto pubblico alla somministrazione di medicinali guasti, meritino l’apertura di un ulteriore filone investigativo per fare piena luce su quanto accaduto nei mesi più critici dell’emergenza sanitaria nel distretto ionico.



























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