CORIGLIANO ROSSANO- Non c’è stata tregua per i cittadini di Corigliano-Rossano durante le festività. Un’emergenza idrica permanente ha trasformato il brindisi di migliaia di famiglie in un calvario fatto di secchi d’acqua e rubinetti immobili. Dalla fine del 2025 ai primi giorni del 2026, la città è rimasta ostaggio di guasti elettrici e condotte colabrodo.
Il collasso della condotta Macrocioli: 20 mila utenze a secco
La “spina nel fianco” del territorio si conferma la condotta Macrocioli, di proprietà Sorical. L’infrastruttura, che serve lo Scalo di Rossano e le contrade sud (Amica, Toscano, Fossa), si è rotta nuovamente nello stesso punto riparato appena dieci giorni fa. Risultato? Serbatoio “Matassa” vuoto e circa 20 mila utenze senza un goccio d’acqua.
Le cose non sono andate meglio sul versante di Corigliano: il 31 dicembre un guasto elettrico ha messo in ginocchio le popolose contrade di Cantinella, San Nico e Mandria del Forno, costringendo i residenti a un San Silvestro di pesanti disagi.
L’affondo del Sindaco: «Infrastruttura da tempo di guerra»
Il primo cittadino Flavio Stasi, presente sui cantieri anche a Capodanno, ha rotto gli indugi con un attacco frontale ai gestori regionali:
«Iniziamo l’anno esattamente come l’abbiamo terminato: con un disastro. È assurdo continuare a usare un ferro vecchio, un colabrodo che si rompe una volta a settimana. La condotta Macrocioli è una vergogna regionale: la dirigenza Sorical e la Giunta Regionale tornino sulla terra».
Stasi ha poi ribadito l’impegno del Comune per realizzare nuovi impianti comunali e diminuire la dipendenza dalla rete regionale, pur ricordando che l’adduzione resta competenza esclusiva di Sorical.
La rabbia corre sui social
Mentre il Comune attivava il servizio di emergenza, la protesta è esplosa con virulenza su Facebook e Instagram. Centinaia di utenti hanno postato foto di rubinetti asciutti, denunciando l’insostenibilità di una situazione che lede un diritto fondamentale. Il gradimento verso la gestione del servizio è ai minimi storici: i cittadini chiedono fatti, non più annunci.




















