La grande illusione dell’Emodinamica e lo scippo al “Compagna”: quando il Dca Scura fa comodo solo a metà

,

CORIGLIANO ROSSANO- Sulla sanità dello Spoke di Corigliano-Rossano non si è trattato di un pesce d’aprile, ma della concretizzazione di una strategia politica e gestionale che oggi rivela tutta la sua contraddittoria e amara strumentalità. Lo scorso primo aprile, con il trasferimento definitivo del Punto Nascita, di Ostetricia e Ginecologia e della Pediatria dal presidio “Guido Compagna” di Corigliano al “Nicola Giannettasio” di Rossano, si è consumato un passaggio presentato ai cittadini come ineludibile per ragioni di sicurezza e di riorganizzazione sanitaria. All’epoca, chiunque da Corigliano provasse ad alzare la testa per far notare l’assurdità di spostare un reparto che registrava il maggior numero di nascite veniva immediatamente bollato come “campanilaro”, sordo alle moderne esigenze della medicina e della sicurezza del paziente.

La giustificazione principale brandita dall’Asp di Cosenza, avallata dai vertici dello Spoke — a partire dalla direttrice sanitaria Maria Bernardi — e sostenuta incondizionatamente dal silenzio di buona parte della politica, poggiava su un dogma: l’assenza della terapia intensiva e della rianimazione al “Compagna” e la necessità di concentrare l’area dell’emergenza-urgenza al “Giannettasio”. Ma tra le motivazioni e le rassicurazioni sventolate alla vigilia di quel trasferimento, figurava anche la prospettiva dell’attivazione dell’Emodinamica e della rete della cardiologia d’emergenza nel presidio rossanese.

Oggi che la Regione Calabria, nell’ultima pianificazione per la Sindrome Coronarica Acuta, ha depennato l’Emodinamica dallo Spoke cittadino mantenendo per la Sibaritide la sola Unità Coronarica con la Cardiologia medica e facendo riferimento, per l’emergenza-urgenza con angioplastica, esclusivamente all’Hub di Cosenza, il castello di carte crolla e lascia a nudo una verità scomoda. Se oggi ci si indigna perché l’Emodinamica non è stata confermata, occorrerebbe fare un passo indietro e porre una domanda elementare: su quali atti poggiavano quelle granitiche rassicurazioni usate per giustificare lo smantellamento del presidio coriglianese?

Non certo sul Decreto del Commissario ad acta Massimo Scura del 2015, l’atto fondamentale che istituì la netta divisione dello Spoke unico tra “area calda” (Rossano) ed “area fredda” (Corigliano). Il Decreto Scura non ha mai previsto l’Emodinamica a Corigliano-Rossano. È mai possibile che l’Asp, i tecnici aziendali e la stessa direzione sanitaria dello Spoke ignorassero gli atti regionali quando usavano la scusa della sicurezza e delle prospettive della rete cardiologica per svuotare il “Compagna”? Il servizio era stato finalmente inserito e programmato negli atti più recenti della Regione solo con il DCA 78/2024, un traguardo formale che è stato però stralciato e cancellato dall’ultima pianificazione proprio mentre si avvia a completamento la realizzazione del nuovo Ospedale della Sibaritide, un’opera da quasi mezzo miliardo di euro destinata a nascere già mutilata di un presidio salvavita fondamentale.

Il sospetto che la vicenda dell’Emodinamica sia stata usata ad arte diventa certezza se si analizza la parabola dell’intero presidio di Corigliano. Quando si è deciso di riorganizzare lo Spoke, nessuno ha mai spiegato perché, anziché smantellare un Punto Nascita storicamente efficiente e con numeri record al “Compagna”, non si sia pensato di dotare il presidio coriglianese di posti di terapia intensiva a supporto dell’attività chirurgica e ostetrica. Al contrario, il Decreto Scura è stato eletto a Bibbia intoccabile ogni volta che serviva a giustificare lo scippo di reparti e servizi a Corigliano.

Ora, invece, quel medesimo Decreto Scura non va più bene. Ci si rende conto soltanto oggi che non prevedeva la cardiologia interventistica e che per nove anni il territorio è stato rassicurato su una funzione mai programmata in origine, poi faticosamente ottenuta sulla carta con il DCA 78/2024 e infine depennata con un colpo di spugna dalla Regione di Roberto Occhiuto. La sequenza dei fatti parla chiaro: il Decreto Scura è stato usato come un alibi a geometria variabile, un dogma indiscutibile quando bisognava accaparrarsi il Punto Nascita e accentrare le specialità al “Giannettasio”, un testo da ignorare quando faceva comodo raccontare ai cittadini che l’Emodinamica fosse già dietro l’angolo. Una gestione strumentale che ha svuotato il “Compagna” con la scusa della sicurezza, per poi ritrovare l’intero Spoke e la Sibaritide ancora una volta dipendenti dai viaggi d’urgenza verso l’ospedale di Cosenza.

Tag:

Produzione video professionali per privati, aziende ed enti pubblici.