CORIGLIANO-ROSSANO – Un attacco frontale che scuote i corridoi del Palazzo comunale. Il consigliere Giancarlo Bosco (Movimento del Territorio) torna a denunciare quello che definisce un “sistema deviato” nella gestione della manutenzione stradale e dei servizi ai cittadini, parlando apertamente di uso clientelare della macchina amministrativa.
Manutenzione “a due velocità”
Secondo Bosco, esiste una disparità inaccettabile tra chi segnala pericoli tramite i canali ufficiali e chi, invece, sceglie la via del “politico di turno”. Il consigliere cita esempi precisi: mentre in Via Barletta (area Corigliano) una griglia rumorosa è stata riparata in poche ore grazie all’intervento di un consigliere di maggioranza, situazioni ben più gravi restano al palo.
È il caso di Via Prima Fontana (area Rossano), dove una griglia pericolosa è oggetto di segnalazioni ufficiali e protocollate sin dal luglio 2025 senza alcun esito, o di Via Colonna Sant’Isidoro, dove una richiesta scritta dell’11 novembre scorso è rimasta inascoltata. «Perché si interviene con tempestività su un disagio acustico e non su situazioni che rappresentano un concreto pericolo per la sicurezza dei cittadini?» si domanda Bosco.
Accuse di clientelismo e danno erariale
L’accusa si sposta poi sul piano politico e gestionale. Il consigliere sostiene che ignorare piccole riparazioni da poche decine di euro di bitume porti a danni maggiori, costringendo il Comune a risarcimenti ingenti che configurano un vero e proprio danno erariale.
Ma il punto più critico riguarda la trasparenza: «Questo sistema favorisce di fatto un possibile voto di scambio, influenzando la libertà dei cittadini, chiamati a “ricambiare” come favore personale ciò che è un loro diritto». Bosco afferma di essere in possesso di tutta la documentazione necessaria per provare la gestione arbitraria di bitumazioni e riparazioni, attuata bypassando le liste d’attesa delle segnalazioni dei cittadini.
«Cessi la discriminazione tra cittadini di serie A e B»
In chiusura, Bosco rinnova l’appello già lanciato in Consiglio Comunale affinché cessi immediatamente ogni disparità di trattamento. «Non possono esistere zone d’ombra o trattamenti privilegiati – conclude il consigliere – i cittadini non devono essere divisi tra serie A e serie B in base alla loro vicinanza agli amministratori».




















