Nel mirino degli inquirenti un 31enne del posto. L’indagine ricostruisce anche una rapina avvenuta poco prima del ferimento.
CORIGLIANO-ROSSANO – Dopo mesi di silenzio e di indagini serrate, arriva una svolta nella vicenda che aveva gettato un’ombra pesante sull’estate rossanese. La Polizia di Stato ha infatti eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 31 anni, residente nel comprensorio, ritenuto responsabile della detenzione illegale di arma comune da sparo. L’ordinanza è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Castrovillari su richiesta della locale Procura, al termine di una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Cosenza e dal Commissariato di Corigliano-Rossano.
L’arresto rappresenta l’epilogo delle indagini avviate a seguito della sparatoria del 21 luglio scorso sul lungomare Sant’Angelo, nei pressi del lido “Baffo Bianco”, quando un uomo – G.S., 49 anni, originario di Mirto-Crosia ma residente in Germania – rimase ferito da un colpo di pistola al termine di una violenta rissa tra più persone. Quel pomeriggio d’estate, tra bagnanti e famiglie, si trasformò in una scena da far west: urla, colluttazioni e spari esplosi a distanza ravvicinata, in uno dei luoghi simbolo della socialità cittadina.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari diretta dal dottor Alessandro D’Alessio, hanno consentito di identificare il presunto autore del ferimento e di far emergere nuovi elementi su quanto accaduto prima degli spari. Secondo quanto accertato, infatti, l’episodio sarebbe stato preceduto da una rapina in concorso ai danni di alcuni soggetti, per la quale due persone erano già state fermate il 22 luglio a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). Il G.I.P. del Tribunale siciliano aveva poi convalidato i fermi il 25 luglio, disponendo la custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati.
L’attività investigativa ha inoltre chiarito che il trentunenne arrestato non disponeva di alcun titolo abilitativo al porto o alla detenzione dell’arma, circostanza che ha determinato l’ulteriore provvedimento restrittivo eseguito in questi giorni.
Il Questore di Cosenza, Giuseppe Cannizzaro, ha rimarcato come questa operazione rappresenti «un segnale di fermezza e di attenzione costante» da parte della Polizia di Stato e della Magistratura verso le dinamiche criminali che minacciano la sicurezza del territorio.
Un segnale importante, dopo un’estate segnata da episodi di violenza che avevano fatto vacillare la fiducia dei cittadini e messo alla prova la tenuta sociale della città. Il lungomare di Rossano, teatro di quella sparatoria, ha lentamente ripreso vita. Ma la memoria di quella sera resta viva – e con essa l’esigenza di risposte concrete.
(L’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a sentenza definitiva, nel rispetto del principio costituzionale di non colpevolezza)






















