MONTALTO UFFUGO- C’è una Calabria che non abbassa la testa, ma che spesso si ritrova a combattere contro mulini a vento fatti di potere economico e sentenze che lasciano l’amaro in bocca. È la storia dei lavoratori del settore logistica del gruppo PAC (Tre Emme) di Montalto Uffugo. Una vicenda che dal 2024 vede un gruppo di operai affrontare un vero e proprio “inferno” lavorativo per la sola colpa di aver chiesto il rispetto del contratto e la tutela della propria dignità.
L’inizio dell’incubo: il coraggio di sindacalizzarsi
Tutto ha inizio quando alcuni dipendenti decidono di esercitare un diritto costituzionale: l’iscrizione al sindacato. Da quel momento, secondo quanto denunciato dai lavoratori, il clima aziendale è mutato drasticamente. La rappresaglia si sarebbe manifestata attraverso discriminazioni sistematiche e pratiche che i lavoratori definiscono “brutali”.
Tra queste, spicca l’assurda politica degli addebiti in busta paga: somme decurtate per merce rotta o rubata, addebitate indiscriminatamente ai lavoratori come “colli interi” da pagare di tasca propria. Una pratica che ha spinto gli operai a intraprendere la via delle vertenze legali, forti anche di una precedente condanna per l’azienda (Art. 28) per condotta antisindacale.
Davide contro Golia: la beffa del Tribunale di Cosenza
Nonostante le centinaia di buste paga prodotte come prova documentale degli addebiti, la sezione Lavoro del Tribunale di Cosenza ha rigettato i ricorsi dei lavoratori. Una decisione che i ricorrenti definiscono “al limite dell’assurdo”, poiché le prove inappellabili sembrano essere state ignorate a favore di una linea difensiva aziendale che ha prevalso in primo grado.
Ma al danno si è aggiunta la beffa: oltre alla sconfitta, i lavoratori affermano di essere stati condannati al pagamento delle spese legali. “Per operai e padri di famiglia, dover sborsare migliaia di euro rappresenta una manovra di soffocamento finanziario, un modo per “mettere all’angolo” chiunque osi alzare la voce contro il sistema”.
Un appello alla solidarietà: la raccolta GoFundMe
I lavoratori non intendono fermarsi e hanno già presentato appello, determinati a far trionfare quella che definiscono la “ragione logica dei fatti”. Tuttavia, il peso economico della giustizia è diventato insostenibile. Per questo è stata lanciata una campagna di solidarietà sulla piattaforma GoFundMe dal titolo “LAVORATORI DISCRIMINATI E UMILIATI”.
“Donare anche una piccola somma significa dire che in Calabria la dignità non è in vendita e che nessun imprenditore è al di sopra della Costituzione.”
Il ricavato servirà a coprire le spese legali del primo grado e a finanziare la battaglia in Appello.

























Inviaci un tuo commento