Lucisano e Caputo contro Azzurro Mare: «noi agiamo alla luce del sole»

Corigliano consigliere comunale Walter Demetrio Caputo

Walter Demetrio Caputo

CORIGLIANO ROSSANO- I consiglieri comunali replicano duramente alle accuse del gruppo politico: «Lezioni di morale irricevibili da chi ha barattato il sostegno elettorale con una poltrona. Stasi prenda le distanze».

Si alzano i toni dello scontro politico in riva allo Jonio, con una dura presa di posizione dei consiglieri comunali Piero Lucisano e Demetrio Walter Caputo. Nel mirino dei due esponenti dell’opposizione finisce il gruppo “Azzurro Mare”, reo di aver lanciato pesanti insinuazioni circa un presunto controllo della stampa da parte della minoranza, addirittura ipotizzando che l’opposizione “paghi” per ottenere visibilità o critiche favorevoli.

Piero Lucisano

Un’accusa che Lucisano e Caputo rispediscono al mittente senza mezzi termini, definendola più curiosa che credibile. I due consiglieri colgono l’occasione per ribadire un concetto fondamentale sul ruolo dell’informazione: la vera stampa, citando testate come Altre Pagine e gli altri organi di informazione libera del territorio, è quella che non è “amica” di nessuno, che non fa sconti e non chiede permessi. È un giornalismo che svolge il suo ruolo di cane da guardia del potere, un meccanismo democratico che, secondo i consiglieri, il gruppo Azzurro Mare sembra ignorare o tentare maldestramente di delegittimare, forse perché infastidito dalle cronache che spesso lo riguardano.

La replica dei consiglieri assume poi i toni della stoccata morale. Lucisano e Caputo si dicono stupiti del fatto che proprio i componenti di Azzurro Mare, spesso al centro dell’attenzione mediatica e della satira politica per condotte e fatti riportati dalle testate locali, si permettano di salire in cattedra. Quando si sceglie di fare politica, sottolineano i due esponenti dell’opposizione, bisogna avere la maturità di accettare la critica, il confronto e anche l’ironia, senza gridare al complotto o insultare la professionalità degli operatori dell’informazione.

I consiglieri rivendicano con orgoglio il proprio modus operandi: nessuna “penna mossa da altri”, ma posizioni politiche espresse sempre in prima persona, con atti firmati e discussi nelle sedi istituzionali preposte, a partire dal Consiglio Comunale. Una trasparenza che, secondo Lucisano e Caputo, stride con la storia politica dei loro accusatori.

L’affondo finale è infatti tutto politico e chiama in causa direttamente il Primo Cittadino. I due consiglieri chiedono pubblicamente cosa ne pensi il sindaco Flavio Stasi delle affermazioni del gruppo che lo sostiene. Un sostegno, ricordano Lucisano e Caputo riaprendo una vecchia ferita, arrivato solo a ridosso delle elezioni e – secondo la ricostruzione dell’opposizione – vincolato alla promessa di un assessorato. Una storia che molti ricordano bene e che non necessita di interpretazioni creative. La conclusione è amara ma ferma: per capire chi sono certi soggetti e quali siano i loro ideali, chiosano i consiglieri, basta leggere con attenzione proprio quelle testate libere che oggi si vorrebbero mettere a tacere.

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