CORIGLIANO ROSSANO- Il promesso «paradiso terrestre» tecnologico a zero emissioni si sta trasformando in un grave problema per la vivibilità e l’economia di Corigliano-Rossano. A sollevare una dura e circostanziata denuncia è il presidente del Cotaj (Consorzio Operatori Turistici della Sibaritide), Natale Falsetta, che attraverso una nota ufficiale contesta la gestione dell’impianto di trattamento organico e produzione di biometano gestito da Ecoross.
Sulla carta, la struttura realizzata in collaborazione con il D.I.M.E.G. dell’Università della Calabria doveva rappresentare un modello d’eccellenza. «Impianto modello e innovativo, impianto vetrina e accessibile con percorsi didattici e orto botanico, impianto performante, sicuro e a zero emissioni!», riporta la nota citando la relazione di progetto. La realtà sul campo, tuttavia, viene descritta come opposta: «Purtroppo non è così. Non è un paradiso terrestre per come lo avete decantato! Purtroppo, quello “zero emissioni odorigene” che avete scritto e promesso non corrisponde alla realtà».
Secondo il Cotaj, le esalazioni moleste persistono fin dalla messa in funzione del sito, compromettendo una delle aree commerciali e turistiche più dinamiche del territorio. «Con questo impianto avete compromesso un intero territorio, rendendo la vita difficile a persone, aziende e turisti», incalza Falsetta, evidenziando le ricadute economiche su numerose attività locali, tra cui il Centro Commerciale I Portali, il Cash & Carry, McDonald’s, le aziende agroalimentari e catene come Decathlon, K2, JYSK e Brico.
Particolarmente critico il quadro nel settore ricettivo, caratterizzato da «turisti che hanno anticipato la partenza pretendendo rimborsi», dalla «cancellazione di contratti da parte di alcuni Tour Operator» e da recensioni negative che rischiano di danneggiare i prossimi flussi stagionali.
Pur non mettendo in discussione l’opera in sé — definita «un importante investimento e un’opera di utilità pubblica, condivisibile e utile al territorio» — il consorzio chiede l’intervento urgente di Comune, Regione e organi di controllo, rivolgendo infine un monito chiaro ai vertici aziendali: «Chiudete, per il momento, i cancelli ai percorsi emozionali per i bambini e apriteli ai migliori tecnici presenti sul mercato, affinché possano individuare le criticità, salvare l’impianto e tutelare il vostro investimento. Perché oggi la priorità non è mostrare l’impianto ai visitatori. La priorità è fare in modo che quanto promesso sulla carta corrisponda finalmente alla realtà».


























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