Morte Francesco Arturi: la dinamica che è costata la vita al 25enne

CORIGLIANO ROSSANO- Il silenzio della notte spezzato dal boato di un impatto tremendo, poi le urla, la corsa dei soccorsi e infine la resa di fronte a un destino crudele. È finita sull’asfalto di via Nazionale la giovanissima vita di Francesco Arturi, 26 anni, residente nella frazione di Apollinara. Un destino amaro che lascia sgomenta la comunità locale di fronte a una tragedia stradale che porta con sé il peso incommensurabile della giovinezza perduta.

La dinamica dell’impatto e i soccorsi

I fatti risalgono alla serata di lunedì. Francesco si trovava a bordo della sua moto quando, per cause tuttora al vaglio degli inquirenti, si è scontrato violentemente con un’automobile proprio allo svincolo che da via Nazionale immette verso la traversa di via Santi Somma e Abenante, nel tratto di strada interrotto dalla ferrovia.

L’impatto con la vettura è stato di una violenza inaudita: il 26enne è stato sbalzato dalla sella per diversi metri, terminando la sua tragica corsa contro un albero a margine della carreggiata. Un volo terribile che non gli ha lasciato scampo. Secondo le prime sommarie ricostruzioni emerse già nel corso della notte, a risultare fatale sarebbe stata la rottura del collo riportata nell’impatto con l’ostacolo. A nulla sono valsi i tentativi disperati dei sanitari del 118 giunti sul posto: per il giovane motociclista non c’era ormai più nulla da fare.

Tensione sul posto: due uomini bloccati dalla folla e dai Carabinieri

Sulla vettura coinvolta nel sinistro viaggiavano due uomini di nazionalità marocchina. Secondo quanto appreso, subito dopo il terribile scontro i due avrebbero tentato di allontanarsi a piedi dal luogo dell’incidente. Un tentativo sventato sul nascere grazie alla prontezza dei cittadini e della folla subito radunatasi in strada, unitamente al tempestivo intervento dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, arrivati in manciata di minuti dalla vicinissima caserma. Gli militari dell’Arma hanno avviato i rilievi di rito per ricostruire la dinamica esatta della collisione e accertare eventuali responsabilità penali.

Il dolore, i social e le ombre familiari

Sui social network la notizia si è diffusa rapidamente, scatenando un’ondata di cordoglio e sgomento tra gli amici. Su Facebook, dove il ragazzo amava definirsi in modo scanzonato con l’appellativo di “il pazzo”, in molti hanno voluto lasciargli un ultimo saluto: una parentesi di leggerezza giovanile che oggi suona come una dolorosa nota di colore rispetto a un epilogo drammatico.

Una tragedia che si consuma in un momento già fortemente complesso per la famiglia del giovane: Francesco era infatti il figlio di Giovanni Arturi, finito, insieme ad altre quattro persone tra cui un altro figlio, soltanto pochi giorni fa nell’ambito di una complessa operazione condotta dalla DDA di Catanzaro su un presunto giro di estorsioni ai danni di imprenditori del territorio. Ma di fronte alla morte di un ragazzo di soli 26 anni, le vicende giudiziarie lasciano il passo al rispetto per il dolore umano e per una vita spezzata troppo presto.

La salma di Francesco Arturi si trova attualmente sotto sequestro presso l’obitorio dell’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano, a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli esami medico-legali, in attesa di essere restituita alla famiglia per l’ultimo saluto e la celebrazione delle esequie.

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