ORIGLIANO-ROSSANO – Quando le luci dell’ultimo saluto si spengono e l’incenso della liturgia funebre si dissipa nell’aria di Apollinara, ciò che rimane sull’asfalto di via Nazionale è soltanto una voragine di dolore. La comunità locale ha accompagnato nell’ultimo viaggio Francesco Arturi, il ventiseienne la cui esistenza si è spezzata drammaticamente a seguito dell’impatto tra la sua motocicletta e un’autovettura. Un epilogo struggente che fa seguito al profondo momento di raccoglimento vissuto giovedì sera, quando un fiume composto di cittadini ha attraversato la strada del sinistro in una partecipe fiaccolata, trasformando il luogo della tragedia in un altare improvvisato di candele, ricordi e preghiere.
L’ultimo commosso saluto: una marea di gente, elicottero e il rombo delle moto
Il rito esequiale ad Apollinara si è trasformato in una grandiosa e viscerale manifestazione d’affetto, con una marea di gente accorsa per stringersi attorno alla famiglia. Tantissimi i giovani che indossavano una maglietta bianca con stampata la foto del ventiseienne. L’arrivo e l’uscita del feretro dalla chiesa sono stati accompagnati da momenti di forte impatto emotivo: canzoni diffuse nell’aria, un lancio suggestivo di palloncini bianchi e lo scoppio di fuochi d’artificio. A rendere ancora più solenne il momento, un elicottero ha sorvolato a bassa quota l’area della celebrazione, sorvolando la folla e spargendo una pioggia di petali di rosa sul feretro.
Al termine della funzione, il corteo si è mosso verso il cimitero scortato da un lunghissimo e rumoroso serpentone composto da decine di motociclette. Un tributo doveroso e viscerale a Francesco, che per le due ruote nutriva una passione immensa, e il cui ultimo viaggio è stato accompagnato proprio dal rombo di quei motori che aveva sempre amato.
Il quadro giudiziario e le indagini dell’Arma
Se sul piano umano la città si è stretta in questo caloroso e struggente abbraccio, sul versante giudiziario l’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari prosegue verso l’accertamento della verità. L’esame autoptico, eseguito alla presenza dei consulenti medico-legali e delle parti assistite — tra cui i familiari della giovane vittima affiancati dall’avvocato Antonio Pucci —, ha trovato triste conferma nei rilievi iniziali: la morte del ventiseienne è stata causata dalle gravissime lesioni e dai traumi da decelerazione patiti a seguito della collisione e della successiva proiezione a margine della carreggiata.
I riscontri peritali hanno consentito alla magistratura di iscrivere nel registro degli indagati, con l’ipotesi di reato di omicidio stradale, il conducente dell’autovettura, il bracciante agricolo Mohamed Maarouf. Per l’indagato, difeso dal professor Giovanni Brandi Cordasco Salmena, gli esami alcolemici e tossicologici condotti dalle forze dell’ordine nell’imminenza dei fatti hanno dato esito del tutto negativo, escludendo alterazioni alla guida.
Sul campo restano i complessi rilievi tecnici condotti dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, guidati dal Tenente Colonnello Emanuele Meleleo. Agli uomini dell’Arma spetta il compito di ricostruire con precisione la dinamica dell’intersezione tra via Nazionale e la traversa verso via Santi Somma e Abenante, analizzando velocità, traiettorie ed eventuali manovre di svolta o mancata precedenza. Un lavoro investigativo che potrebbe trovare un punto di svolta decisivo nei frame registrati da una telecamera di videosorveglianza che avrebbe immortalato la sequenza del tragico impatto.


























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