CASSANO ALL’IONIO – La chirurgia estetica alle polpastrelli non è bastata a garantirgli l’impunità. Fisnik Smajlaj, cittadino albanese da anni figura chiave nei traffici illeciti sull’asse balcanico-calabrese, è rientrato in Italia scortato dagli agenti dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta). Su di lui pendeva un Mandato di Arresto Europeo scaturito dall’operazione “Gentleman II”, blitz antimafia scattato nel maggio 2023 sotto l’egida della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.
Latitante proprio dal giorno dell’esecuzione della misura cautelare — che aveva colpito 25 persone con contestuale sequestro di beni per 3,8 milioni di euro —, Smajlaj è considerato dagli inquirenti il principale canale di approvvigionamento di sostanze stupefacenti per la cosca Abbruzzese di Cassano allo Ionio. In particolare, la Procura distrettuale guidata dall’Antimafia gli contesta la fornitura di oltre 30 chilogrammi di eroina purissima destinati a inondare la piazza di spaccio della Sibaritide.
La complessa attività d’indagine, condotta dal Gico e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro unitamente allo Scico e a una Squadra Investigativa Comune con Germania e Belgio, ha svelato dettagli singolari sulla strategia evasiva del narcos. Nel 2021, per sfuggire ai controlli biometrici e rendere vano l’inserimento nelle banche dati internazionali, l’uomo si era sottoposto a un delicato e chirurgico intervento per invertire ed alterare i dermatoglifi delle proprie impronte digitali.
Un espediente che ha solo ritardato un esito segnato. Oltre al nuovo fronte giudiziario per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti (artt. 73 e 74 DPR 309/90) — per il quale la posizione dell’indagato resta nella fase delle garanzie cautelari in attesa del vaglio dibattimentale —, ad attendere Smajlaj c’è un conto già saldato con la giustizia definitiva.
Già protagonista dei procedimenti “Skoder” e del primo capitolo di “Gentleman” come intermediario di rilievo per la locale di Altomonte e per i clan cassanesi, il broker era stato espulso nel 2008 ma avrebbe continuato a gestire i flussi di droga dall’estero. Sulla sua testa pende un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Catanzaro per pene concorrenti, che cumula condanne irrevocabili per un totale di 27 anni e 6 mesi di reclusione. Con il suo rientro in Italia, per il narcos si spalancano le porte del carcere.

























