CORIGLIANO ROSSANO- La rabbia e la disperazione lasciate dall’ennesima esondazione del fiume Crati si trasformano in azione civica. Di fronte a un disastro che ha nuovamente messo in ginocchio la Piana di Sibari, i cittadini e gli agricoltori colpiti hanno deciso di unire le forze e costituire il comitato spontaneo “I Guardiani del Crati”. Guidato dal Presidente Mario Oliveto, il gruppo nasce con un obiettivo chiaro: non arretrare di un millimetro finché le famiglie non saranno risarcite e il bacino fluviale non sarà definitivamente messo in sicurezza.
Il fantasma del 2018 e un presente insostenibile Le parole del comitato riflettono un’esasperazione profonda, radicata in traumi passati mai realmente superati. La mente corre inevitabilmente alla drammatica alluvione del 2018, una ferita ancora aperta per molte aziende agricole della zona.
“Stiamo ancora cercando di fronteggiare il disastro del 2018, per il quale siamo stati abbandonati dalle istituzioni competenti e non abbiamo avuto nemmeno un piccolo risarcimento, fosse solo per tutti i capi di bestiame che abbiamo perso” denuncia Oliveto nella nota stampa.
Oggi, il copione si ripete con contorni se possibile ancor più gravi. Le comunità si dichiarano “completamente in ginocchio”, avvertendo che senza iniezioni immediate di liquidità e aiuti economici concreti, la sopravvivenza stessa delle attività e delle famiglie è a rischio. Oltre al danno materiale, emerge il peso di una precarietà esistenziale inaccettabile: il terrore costante che la prossima rottura degli argini possa costare delle vite umane.
Le richieste alle Istituzioni: Trasparenza e Cantieri Subito L’approccio de “I Guardiani del Crati” si preannuncia intransigente. Il comitato si propone di interloquire direttamente con le istituzioni non solo per monitorare l’arrivo dei fondi promessi, ma anche per accertare eventuali responsabilità per quella che definiscono “un’ennesima tragedia preannunciata”.
Le richieste sul tavolo sono perentorie:
- Ascolto e Trasparenza: Un canale di comunicazione diretto per essere costantemente informati sull’iter e sulle tempistiche reali di erogazione degli aiuti economici.
- Apertura Immediata dei Cantieri: La pretesa di vedere i mezzi meccanici in azione per la messa in sicurezza definitiva degli argini.
Quest’ultimo punto rappresenta il nodo cruciale della vertenza territoriale. Sebbene l’iter burocratico per il Completamento degli interventi di messa in sicurezza degli argini del fiume Crati e per gli Interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e ripristino officiosità idraulica sia tecnicamente incardinato – sotto la responsabilità del RUP Ing. Pierluigi Mancuso per le aree di Thurio e Ministalla – i cittadini esigono che le procedure si traducano senza ulteriori indugi in cantieri visibili e operativi. La pazienza del territorio è esaurita: ora servono solo macchine al lavoro e ristori sui conti correnti.






















