Nuovo Ospedale della Sibaritide, caso SAL 61: il PD e la Consulta Salute chiedono chiarezza su 6 milioni per incendi e sicurezza

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CORIGLIANO ROSSANO- La costruzione del Nuovo Ospedale della Sibaritide – opera da sempre strategica e cruciale per il futuro e il diritto alla salute del territorio – torna al centro del dibattito pubblico e contabile. A sollevare forti dubbi di trasparenza sull’impiego dei fondi pubblici sono la Consulta “Laboratorio della Salute”, insieme a Francesco Madeo, segretario cittadino del Partito Democratico, e Giuseppe Candreva, capogruppo dem in Consiglio Comunale.

Sotto i riflettori è finita l’ordinanza n. 65 dello scorso 12 settembre 2026, con la quale è stata disposta la liquidazione dei Stati di Avanzamento Lavori (SAL) n. 60 e n. 61. Se da un lato il SAL 60 riguarda le ordinarie attività del cantiere, è il SAL 61 ad accendere il confronto politico e amministrativo per via di alcune voci straordinarie di notevole rilevanza economica, le quali – secondo gli esponenti del PD e della Consulta – richiederebbero un’immediata e puntuale esplicitazione.

Nel dettaglio, la misura prevede il pagamento di ben 4.043.540,01 euro a titolo di “oneri per danni e lavorazioni dovuti agli incendi”. Una cifra ingente su cui i rappresentanti politici pongono quesiti diretti: «Sono state formalmente accertate la natura, l’entità e le cause di tali roghi? Quali sono le risultanze delle autorità competenti assunte a riferimento per quantificare questi danni?». Si chiede inoltre di sapere se tale importo sia una quantificazione definitiva o solo un acconto suscettibile di ulteriori liquidazioni, e quali siano i criteri tecnici ed economici precisi adottati per determinare una cifra così elevata.

Non meno rilevante è la seconda voce finita nel mirino: 1.952.000 euro riconosciuti per “oneri per guardiani e sicurezza aggiuntivi”. Su questo punto, Madeo, Candreva e il Laboratorio della Salute sollecitano chiarimenti sul periodo temporale interessato, sulle motivazioni di tali extra-costi e sulle prestazioni effettivamente svolte.

«Dato che gli obblighi in materia di sicurezza all’interno del cantiere ricadono tradizionalmente sul concessionario, quali presupposti contrattuali e amministrativi hanno consentito il riconoscimento di questi ulteriori 2 milioni di euro a carico delle casse pubbliche? – incalzano gli esponenti dem – E come si raccorda questo aggravio economico con il nuovo Protocollo di legalità siglato con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine? Soprattutto, qual è a oggi il costo complessivo, passato e futuro, dei servizi di guardiania e vigilanza per l’opera?».

La richiesta che arriva dal PD cittadino e dal mondo dell’associazionismo sanitario non ha toni di scontro preconcetto, ma punta alla massima linearità nell’interesse della collettività: «Si tratta di legittime e doverose richieste di trasparenza, formulate senza alcuna anticipazione di giudizio, ma con il solo obiettivo di garantire una corretta informazione ai cittadini e la piena conoscibilità di come vengono impiegate le risorse pubbliche per la realizzazione dell’ospedale unico». La palla passa ora alla struttura competente e agli organi regionali, chiamati a rendere pubblici gli atti e le valutazioni tecniche alla base dei provvedimenti adottati.

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